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Zootecnica e impianti a biogas. Le nuove direttive

Il biogas viene considerato una delle più efficaci fonti di energia rinnovabile attualmente conosciute. Il biogas viene prodotto dalla fermentazione dei rifiuti. Grazie a questa trasformazione della materia si attiva la produzione di anidride carbonica e metano, utili nella generazione di energia elettrica o calorifera.

Uno dei punti focali del piano energetico messo in campo dall’Unione Europea è proprio il rafforzamento e la diffusione delle energie rinnovabili che dovranno varcare, entro i prossimi anni, la soglia del 15% (ora arrivano a malapena al 6%). Date le direttive europee ogni stato membro si impegna, con politiche e fondi stanziati ad hoc, a rendere possibile la diffusione di queste fonti rinnovabili. Nel campo dell’agricoltura e della zootecnica i biogas la fanno da padrone, ecco perché si è recentemente varato un nuovo Decreto Legislativo che determina la quota di stanziamenti pubblici ed aiuti fiscali per tutti gli imprenditori agricoli che vorranno installare gli impianti a biogas nelle loro aziende.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Gli incentivi favoriranno gli impianti a biogas di piccola e media portata, inferiori quindi ai 100 Kw. Le piccole e medie aziende agricole potranno usufruire dei vantaggi economici anche senza essere iscritte al Registro apposito. Questo tipo di impianto risulterà essere effettivamente conveniente per tutte le aziende che useranno come “matrice” materie dal costo nullo o molto basso. La “matrice povera”, che nel caso degli allevatori può consistere nelle deiezioni degli animali, deve superare la soglia del 70%, solo così si potranno ottenere gli incentivi del caso. Insomma un riforma che parte dal piccolo, forse perché sono proprio le piccole e medie imprese ad essere la spina dorsale del nostro Paese.