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Via libera alle ristrutturazioni obbligatorie sugli edifici pubblici

L’Unione Europea ha dato il proprio via libera alla direttiva sull’efficienza energetica che – tra le altre – prevede anche l’imposizione agli Stati di rinnovare annualmente almeno il 3 per cento delle pavimentazioni di tutti gli edifici pubblici che vengono utilizzati dalle istituzioni governative.

L’obbligo riguarda solamente gli edifici con una superficie calpestabile di oltre 500 metri quadrati, mentre da luglio 2015 verrà ampliata anche agli edifici con superficie da 150 metri quadrati. Se gli Stati vorranno, potranno utilizzare misure alternative per garantire risparmi equivalenti a quelli indicati dalla direttiva europea.

In merito, ricordiamo come le imprese energetiche di pubblica utilità siano tenute a rispettare – tra il 2014 e il 2020, un obiettivo annuale di risparmio energetico che sia equivalente ad almeno l’1,5 per cento del totale dell’energia venduta nei confronti dei consumatori finali, calcolata sulla base della media e dei consumi dei tre anni precedenti l’entrata in vigore della direttiva.

Ogni 4 anni, infine, le grandi imprese saranno obbligate a sottoporsi a audit energetici effettuati da esperti indipendenti, a cominciare dal triennio successivo all’entrata in vigore delle nuove norme.