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Venezia e la differenziata dimezzata

Differenziata a Venezia

 

Nella Provincia di Venezia la differenziata è dimezzata. Colpa dell'estrema eterogeneità di cui la zona soffre. Eterogeneità che è anche e soprattutto geografica. I numeri parlano chiaro: nel centro storico di Venezia la percentuale di rifiuti differenziati è irrisoria, e si attesta intorno a 27%. I Comuni del veneziano, invece, o almeno alcuni di loro, raggiungono vette assolute di eccellenza. In particolare, eccellono Ceggia e Cinto Caomaggiore con oltre l'84% e Gruaro con l'80%.

Il motivo di tale discordanza è la diversità geografica che contraddistingue la Provincia di Venezia. Soffrono, in generale, tutti i Comuni a forte vocazione turistica, dove le frequentazione turistica è intensa, infatti, è difficile gestire i comportamenti di tutti e dunque la percentuale di raccolti differenziata non può essere giocoforza altissima. Si spiega così la bassa percentuale del centro storico di Venezia e la discreta percentuale (46%) di Venezia terraferma.

C'è da aggiungere che la misurazione è stata eseguita con un metodo nuovo, varato dall'Osservatorio regionale sui rifiuti Arpav e subito adottato dalla Regione Veneto. L'Arpav è intervenuta per offrire un sostegno all'amministrazione, chiamata a dividere, in vista dell'entrata in vigore della Tares, "i buoni dai cattivi". Riferimento di ogni decisione è il pacchetto di obiettivi stabiliti dall'Ue, tra cui spicca il 65% entro il 2012.

I Comuni veneti si stanno rendendo protagonisti in questi giorni di una protesta accesa contro l'entrata in vigore della Tares, la nuova tassa sui rifiuti. Andrà a sostituire la vecchia Tarsu e lo farà con un aumento sostanziale del contributo (più del doppio). I sindaci veneti, e soprattutto veneziani, hanno inviato formale richiesta di sospensione. L'obiettivo - purtroppo di difficile raggiungimento - è il ripristino della Tarsu.