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Un morto al giorno: il carbone

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L'elettricità, ormai, è agli occhi di tutti una necessità imprescindibile: pc, smartphone, tablet…. tutti funzionanti tramite corrente.

Molti problemi vengono invece riscontrati sulle modalità per ottenere il servizio.

Per le energie rinnovabili se ben sviluppate, studiate e sovvenzionate potrebbero senza dubbio essere un'ottima alternativa alle tante forme energetiche, oggi, ampiamente utilizzate e molto inquinanti e pericolose.

Non mancano le alternative al carbone.

Secondo Greenpeace, molto attiva sulla tematica ambientale, l'Enel, in questi ultimi anni, ha contribuito negativamente a peggiorare la qualità dell'aria del nostro amato Paese.

Greenpeace, per voce del responsabile della campagna energia e clima Andrea Boraschi, dichiara come i fumi delle tantissime centrali a carbone di Enel, ogni anno, causano nel nostro Paese una perdita pari a 1,8 miliardi di euro.

Questa grave denuncia è stata anche constatata con inchieste e studi di settore.

E' da molto tempo che Greenpeace accusa Enel delle gravi conseguenze che hanno le centrali di carbone sul nostro Paese.

Proprio lo scorsa estate si è assistito ad una causa in tribunale per cui la magistratura ha deciso di rigettare il ricorso presentato da un'azienda e poi giudicato invece legittime le accuse perché fondata su dati tecnici.

Proprio da questi dati, poi attestati da dati tecnici e scientifici, è stato prodotto il cortometraggio “Uno al giorno”, che ha destato da parte di Enel una denuncia contro ignoti.

Sdegnata per l'accusa Greenpeace ha replicato con una denuncia inviata direttamente ai parlamentari sull'uso del carbone.