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Tra i vantaggi dell’energia pulita oltre 500 milioni di dollari

energia pulita
Innegabili i vantaggi dell’energia pulita sia in termini di impatto ambientale che in termini di denaro, un business pari a oltre 500 milioni di dollari

Tra i vantaggi dell’energia pulita, un potenziale di 310 milioni di dollari, oltre ai 214 già fatturati. Un bel vantaggio, quindi, quello promesso dall’attenzione al settore energetico che può agevolare nel risparmio anche i cittadini, già impegnati a confrontare le tariffe di Enel Energia con quelle degli altri operatori, o a richiedere ecobonus per una ristrutturazione “verde” degli impianti energetici della propria abitazione.

Un business pulito, infatti, quello dell’energia, cui l’intera Europa si dedica con costanza attraverso la definizione di politiche, linee guida e obiettivi. Come si legge, infatti, sul portale gestito dall’Unione Europea, molte sono le iniziative per un’ambiziosa riprogettazione del sistema energetico, volto a migliorare le condizioni ambientali, l’efficienza dei servizi e le spese in termini di consumo e di denaro.

Lo scorso 8 ottobre, ad esempio, ha visto lo svolgersi del Verona Efficiency Summit, il primo forum internazionale sull’efficienza energetica, mentre già nei prossimi 23 e 24 ottobre si svolgerà il Consiglio informale dei ministri della Ue. È in questa sede, d’altronde, che si gioca la partita più importante dell’Europa per quanto riguarda la definizione degli obiettivi di tipo energetico.

Si presume, infatti, che la Commissione richiederà un +30% per l’efficienza e un +27% per le energie rinnovabili entro in 2030, mentre ben più determinato è il Parlamento, che sollecita con maggior forza obiettivi più alti e più vincolanti. Inutile dire da che parte stanno le associazioni come Green Italia di cui si fa portavoce Francesco Ferrante: "Per le rinnovabili puntare al 27% vuol dire limitarsi a incassare quello che è già stato fatto e fermare la spinta verso l'innovazione tecnologica e di sistema. L'Italia rischia di pagare un prezzo pesante in termini di perdita di occupazione".

"C'è uno scarto drammatico tra il potenziale dell'energia pulita ed efficiente e le scelte politiche concrete", continua Ferrante, auspicando una politica ben più efficace da parte degli organi di Bruxelles. E non è solo da questa parte della barricata: Li Yong, direttore dell’Unido, fa notare come rimandare il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020, che contemplano l’investimento di circa 1.500 miliardi di dollari in tecnologia, implicherebbe una spesa aggiuntiva di 5.000 miliardi di dollari per evitare il disastro climatico prodotto dall'uso crescente di combustibili fossili.

Dalla sua parte, anche Maria Van der Hoeven, direttore dell’International Energy Agency, fa notare che il valore complessivo del mercato globale dell’efficienza energetica è valutabile in 310 miliardi di dollari annuali e che le sue misure di abbattimento hanno un altissimo potenziale, capace di ridurne la portata di circa il 60%.

Tutto questo non è privo di effetti sul cittadino che, nella pratica, con il corretto uso dell’energia e con la diminuzione degli sprechi relativi può guadagnare in termini di risparmio personale e di benessere economico e ambientale generalizzato. Parallelamente alla riduzione dei consumi energetici, accresce, infatti, il Pil, come dimostra Claudia Canevari, della Direzione generale energia della Commissione europea, con evidenti conseguenze positive sulla comunità.