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Tecnologia digitale: l'Italia è al 50° posto

Tecnologia digitale: l'Italia giù in classifica

L'Italia non brilla per capacità si sfruttare la nuova tecnologia digitale. Qualche sospetto a riguardo lo si era avuto, ma è di recente giunta un'indagine di rilievo a fugare ogni dubbio. L'indagine prende il nome di Global Information Technology Report ed è stata realizzata per conto del World Economic Forum.

Oggetto dell'indagine è stato il grado di diffusione e  il livello di qualità della tecnologia digitale su 144 paesi, tra cui l'Italia. Tra le voci prese in considerazione vi è la diffusione della banda larga, la diffusione degli smartphon, la digitalizzazione degli apparati burocratici. L'Italia si trova al 50° posto, davanti di qualche posizione alla Grecia (magra consolazione) ma dietro a paesi non certo ai primi posti come potenza economica come Repubblica Ceca e Polonia o a paesi esotico come Barbados e Panama.

A guidare la classica sono i paesi del Nord Europa e dell'Asia (quella ricca almeno). Il primo posto è appannaggio della Finlandia. Seguono Singapore, Svazie, Olanda, Norvegia e Svizzera. Gli Stati Uniti, che scontano il fatto di essere una delle nazioni più grandi del mondo, per giunta con un tasso di disuguaglianza elevato, stazionano al nono posto.

Il ritardo dell'Italia è invalidante anche - e soprattutto - sotto l'aspetto economico. La tecnologia digitale è veicolo di crescita economica. Si calcola che grazie all'IT il Pil globale sia cresciuto in due anni di 193 miliardi. Il digitale esercita una benefica influenza anche sul lavoro (-1,92% di disoccupazione) e sul Pil per capita (+0,75%).

Il report del World Economic Forum si conclude con alcuni consigli da seguire per "digitalizzare" burocrazia, economia e Stato. Tra questi spicca la deregoulation, l'aumento degli investimenti e intervenire per garantire una concorrenza leale (dunque abbattimento degli oligopoli e dei monopoli).