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Tares: primi incassi a settembre, si torna alla Tarsu?

Tares

 

La Tares, nuova tassai sui rifiuti, entrerà in vigore a luglio. Troppo tardi: i Comuni sono sempre stati abituati a incassare i primi contributi per lo smaltimento dei rifiuti nel primo trimestre dell'anno. Il rischio, facilmente intuibile, è che molte amministrazioni locali si trovino senza soldi per far funzionare i processi di raccolta, smaltimento e così via. Incombe, dunque, una vera e propria epidemia di emergenza rifiuti.

Il problema è stato fatto presente dall'Anci, l'associazione di categoria che riunisce a sé tutti i sindaci d'Italia. Il presidente Graziano Delrio si è scagliato contro il Governo: "E' molto grave non risolvere un problema urgente che rischia di determinare un’emergenza di liquidità e di raccolta dei rifiuti".

E' stato fatto presente anche da altre associazioni. Ultima, in ordine di tempo, la Cgil, sindacato di sinistra. E' intervenuto anche Federambiente con il suo leader Daniele Fortini: " Il fatto che di fronte a un mondo ampio che implora un intervento urgente il Governo dilazioni pur avendo coscienza del problema. A oggi gli operatori avrebbero già dovuto incassare la copertura economica del primo trimestre, mentre con le regole attuali dovremo lavorare gratis per mesi".

Le associazioni, com'è facilmente intuibile, stanno esercitando una certa pressione nei confronti del Governo affinché ripristini la Tarsu o, in alternativa, garantisca una copertura di liquidità ai Comuni per finanziare i servizi di raccolta e di smaltimento di rifiuti laddove si rendesse necessario. Il Governo sta temporeggiando, a tal punto che solo nella mattina del 27 marzo è giunta un'apertura da parte del ministro dell'Ambiente Clini, che ha ipotizzato un ritorno provvisorio della Tarsu, in attesa dell'entrata in vigore della Tares.