Back to top

Sud e rinnovabili: raggiunta la grid parity nel fotovoltaico

sud-rinnovabili

Successo insperato per il Sud Italia, ma certificato da un ente di tutto rispetto: la Deutsche Bank. Il fotovoltaico nel mezzogiorno italiano ha raggiunto la grid parity, ossia lo status in cui l'energia prodotta da fonti rinnovabili costa quanto, o addirittura meno, l'energia prodotta dalle fonti tradizionali. E' un punto critico, che tutti sperano di non ritorno, oltrepassato il quale fotovoltaico, solare, termico, eolico e così via cessano di essere pensati come un investimento dal ritorno economico incerto o lontano, e diventano una risorsa "fattibile" come le altre.

La Deutsche Banke ha buone notizie per l'Italia in generale. Nella stessa ricerca si parla di prezzi di sistema tra i 1500 e 200 KW. E' primato assoluto in Europa e primato mondiale, seppur condiviso con l'India. L'ottimo risultato può essere interpretato come una conseguenza della politica - massiccia - di incentivi che i governi hanno messo in campo negli ultimi cinque anni. Certo, molti pensano che la situazione sia destinata a peggiorare alla luce dei tagli decisi dal Governo Monti (investimenti crollati al 50%).

L'istituto tedesco ha così commentato le prospettive italiane: "Supponendo che le piccole imprese commerciali siano in grado di raggiungere il 50% o più di auto-consumo, l’energia solare risulta competitiva con la rete in molte parti d’Italia".

I ricercatori della Deutsche Bank hanno analizzato anche la situazione internazionale. Ebbene, le previsioni di crescita del mercato nel 2013 e nel 2014 consentono un certo ottimismo. Aumenta, in buona sostanza, la domanda solare di energia a livello mondiale: +20% rispetto alle aspettative e 30 gW in via di installazione. A fare la parte del leone sono Stati Uniti, Germani, Italia e, a sorpresa - visto che è il paese più inquinato del mondo - la Cina.