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Spoleto: la Tarsu cresce, la differenziata no

Spoleto DifferenziataSpoleto, comune in provincia di Perugia, non vive un buon periodo per quanto riguarda la raccolta differenziata. La Tarsu sale, la differenziata no. Mancati tutti gli obiettivi dettati dalla direttiva regionale. Insorgono le associazioni ambientali.

Il 2012 si è rivelato un anno di stallo per la differenziata a Spoleto. La percentuale di rifiuti differenziati si ferma al 37%, stessa cifra del 2011. La Tarsu, però, nel frattempo è aumentata del 14%. Aumento, questo, giustificato proprio dalla necessità di finanziare l'implementazione della raccolta differenziata.

In particolare, si è registrato il fallimento della raccolta porta a porta. Nel 2012 essa è stata estesa al solo quartiere di Cortaccione, 360  utenze, quindi nuclei familiari, un migliaio di persone in tutto. Le utenze raggiunte dal porta a porta sono ora 8mila circa, contro i 12mila messi in cantiere per l'anno appena trascorso. Ha suscitato scalpore il mancato avvio del sistema domiciliare nella frazione di San Giacomo, che conta qualche migliaio di utenze e che avrebbe permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati. Obiettivi che, in totale, prospettavano una differenziata al 65%.

Le associazioni Legambiente, Italia Nostra e Rifiuti Zero hanno prodotto un comunicato congiunto nel quale denunciano la causa dei problemi, a loro dire di natura politica: "Ci chiediamo se, in questa situazione così critica che rischia di mandare l’intero Ati in emergenza rifiuti, la figura manageriale che richiede nuovamente il sindaco di Spoleto non sia l’ennesimo gioco delle parti nella spartizione di poteri tra Foligno e Spoleto, più che dettata dalla necessità di risolvere le difficoltà di un’azienda chiamata a gestire le problematiche ambientali di un intero territorio. Da parte nostra richiediamo che si dia piena attuazione al Piano d’Ambito, introducendo quanto prima una raccolta differenziata porta a porta spinta nelle zone ad alta densità".