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Solare termico, l'Italia guida la classifica di un settore in crisi

Il solare termico è in difficoltà in Europa ma in Italia le cose vanno meglioContinua il dominio italiano nel solare termico: per il terzo anno consecutivo, anche nel 2010, l'Italia è stato il primo paese europeo per le installazioni di solare termico. Nel nostro paese sono stati installati circa 400mila metri quadrati di collettori per un volume di affare che sfiora i 500 milioni di euro, facendo segnare un più 3% che contrasta con i dati a livello europeo: nel vecchio continente, infatti, il mercato del solare termico ha fatto registrare un preoccupante meno 14%, confermando l'andamento negativo del settore che ha avuto inizio nel 2004 e ancora non si riesce a fermare.

Non è certo da prendere con il sorriso la notizia della difficoltà del settore del solare termico a livello europeo perché evidenzia una tendenza che potrebbe impedire all'Italia di raggiungere l'obiettivo prefissato da qui al 2020: diventare la prima nazione in assoluto per potenzialità installata. L'obiettivo potrebbe essere raggiunto comunque, soprattutto in virtù dell'aumento delle unità abitative che fanno riscontrare un più 400mila unità all'anno: una tendenza che porterebbe una potenza termica di 12 GWth, alla quale dovrebbe poi essere aggiunta quella delle aziende, per coprire il 4% del fabbisogno.

Gli obiettivi, per quanto raggiungibili, devono però fare i conti con un contorno che non induce certo all'ottimismo: il settore deve, infatti, fare i conti con una politica caratterizzata da incertezza normativa e continue modifiche sulla detrazioni fiscali. A ciò va aggiunto un problema industriale che molto probabilmente è basato su un modello di business che non permette ulteriori passi avanti. Una situazione che secondo Davide Chiaroni dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano può essere combattuta con un cambio di passo: "Il solare termico - ha affermato Chiaro - non può essere concepito solo come ‘calore’, ma va integrato con piani di efficienza energetica previsti nell’offerta base di nuovi edifici e con le altre energie rinnovabili". In questa direzione occorre anche cogliere le opportunità tecnologiche”.