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Shutdown: conseguenze disatrose per l'ambiente

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Lo shutdown ufficializzato dal governo degli Stati Uniti sta generando un certo panico tra gli investitori e tra chi, in generale, si occupa di economia. E non nemmeno possibile ignorare le migliaia di servizi sospesi, il milione di lavoratori messi a riposo (speriamo) temporaneamente.

Ma lo shutdown sta provocando, e provocherà, conseguenze pessima anche sul fronte dell'ambiente. La criticità più importante è rappresentata dall'interruzione del servizio di figure essenziali per la salvaguardia dell'ambiente: l'Epa, il Forest Service, gli ispettori del Fda, i ranger dei parchi. Tutti, o quasi, sono a casa e non stanno vigilando sulla qualità del cibo, dell'aria, delle acque.

L'Epa, in particolare, ha subito una decimazione catastrofica. Si tratta di un ente che corrisponde grosso modo al nostro Ministro dell'Ambiente, dunque è intuibile la sua importanza, ma "grazie" allo Shutdown sono attualmente in servizio in pochissimi, il 6% del totale impiegato solo fino a qualche giorno fa. Quindi, circa 1000 persone dovranno occuparsi di proteggere, almeno dai punti di vista che competono loro, la salute e la vivibilità di quasi 300 milioni di americani.

In grande sofferenza anche i parchi nazionali, in tutto 400. I ranger non sono in servizio. Ciò sarebbe di per sé una notizia brutta, ma lo è ancora di più in questo caso. A differenza dei ranger, che sono impiegati pubblici, i trivellatori - che sono dipendenti privati - stanno lavorando a pieno regime, senza nessun occhio vigile e attento all'ambiente che si occupi di loro. Questa specifica situazone è stata definitiva dal Bureau of Land Management "la ricetta per il disastro".

In ginocchio anche la ricerca. Tra gli scienziati del Center for Disease Control, che monitora il rischio di calamità naturali, solo il 32% è attualmente in servizio. Percentuale condivisa con il Dipartimento dell'Energia, che sta mantenendo attivi solo gli addetti alla sicurezze delle centrali nucleari.

 

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