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Sgarbi Contro Le Energie Rinnovabili, Ma Fa Flop

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Chiuso dopo una sola puntata il programma televisivo di Sgarbi, intitolato Ci tocca anche Vittorio Sgarbi (mai titolo fu più azzeccato), andata in onda il 18 maggio 2011 su Rai Uno. A quanto pare gli italiani stanno cambiando il loro modo di guardare la televisione...è proprio infatti in virtù dei bassissimi ascolti (2 milioni circa, la metà di Chi l'ha visto) che la Rai ha deciso di sopprimere il programma.


Energie Rinnovabili

Ed esultano a questa notizia gli ambientalisti, data la crociata di Sgarbi contro le rinnovabili, andata in onda ieri nel suo show. L'idea è quella di far passare le rinnovabili come la nuova mafia. Uno scempio del territorio, che serve soltanto a succhiare soldi pubblici. Incredibili le falsità come le pale eoliche sempre ferme o l’incapacità di far raggiungere la rete all’energia prodotta dai parchi off-shore.

Quello che è avvenuto ieri sera su Rai Uno nella trasmissione di Sgarbi è grave e vergognoso per un paese civile e democratico. In un periodo particolare come questo, a pochi giorni dalla consultazione referendaria sul nucleare, il Servizio pubblico televisivo che ad oggi trascura completamente l’argomento, concede uno spazio sulla rete principale ad un monologo falso e feroce sui danni che eolico e solare fotovoltaico infliggerebbero al Paese a tutto vantaggio della criminalità, come se il settore delle rinnovabili fosse esclusivamente un business  della mafia. Tutto questo, senza prove e senza contraddittorio - dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, inorridito di fronte alle parole di Sgarbi e di Carlo Vulpio, la sua spalla. Pertanto, Ci rivolgeremo all’Autorità per le garanzia nelle comunicazioni (Agcom) per far valere il diritto dei cittadini ad una corretta e motivata informazione sull’energia perché l’orrendo sistema della macchina del fango, che ieri sera è andato in scena, se getta discredito su chi lo usa produce un grave danno al senso civico del nostro paese e non può essere avallato dal servizio pubblico nazionale.


Già in precedenza Sgarbi si era pronunciato contro il fotovoltaico, da sindaco di Salemi, un paesino in provincia di Trapani. Certamente il rischio che la mafia si infiltri in ogni nuovo campo economico è presente, ma questo non significa che dovremmo rinunciare del tutto alla costruzione di centrali di energia rinnovabile. Sgarbi, ripensaci.