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Sacchetti di plastica: banditi dal Parlamento europeo entro il 2019

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Bandire i sacchetti di plastica, questo è l'obbiettivo del Parlamento Europeo, che ha approvato in prima lettura una nuova direttiva, per metterli al bando entro il prossimo 2019!

Un importante obbiettivo ed un'importante vittoria per l'ambiente in Europa, che sulla scia dell'esempio italiano, ha deciso di dire basta all'uso ed alla distribuzione nel vecchio continente degli inquinanti sacchetti di plastica.

Secondo infatti i dati diffusi da Legambiente, in appena 3 anni dall'entrata in vigore della legge di divieto degli shopper non biodegradabili, l'Italia ha dimezzato il consumo di sacchetti di plastica, cambiando la sua fama da Stato europeo maggior consumatore di sacchetti di plastica usa-e-getta, a Paese virtuoso sia quanto al consumo delle buste di plastica, che per la raccolta differenziata dell'umido domestico.

Un esempio quello del nostro Belpaese che è stato un modello per l'Europa, come sottolinea anche il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, oggi impegnata in una vera e propria operazione per ridurre l'uso degli shopper sottili non biodegradabili:
"Quella del nostro Paese è stata una battaglia di avanguardia vincente che ci ha portato nel 2011 a vietare l'uso dei sacchetti di plastica inquinanti. Una legge che ha consentito di contrastare una fonte di inquinamento del territorio e del mare dagli effetti gravi anche sulla fauna, specie quella ittica.” quindi sottolinea “Oggi il modello italiano diventa modello europeo dando una mano all'ambiente e stimolando la filiera della chimica verde alla produzione e alla ricerca sui sacchetti di matrice organica, che rappresentano un'altra delle sfide virtuose della green economy".

L'approvazione definitiva della nuova direttiva dovrebbe avvenire nei prossimi mesi ma l'obbiettivo è quello di seguire le orme italiane, per cui l'Europa dovrebbe iniziare a fare a meno dei sacchetti della spesa di plastica leggera – ossia i più inquinanti e diffusi - entro il 2019, con un taglio dell'80% del loro uso, come ha spiegato il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani:
"In questo iter, che ha portato all'approvazione quasi unanime della direttiva, l'Italia ha avuto un ruolo importante dato che è stata un esempio virtuoso e ha fatto scuola in Europa proprio per la riduzione delle buste di plastica, per la lotta all'inquinamento marino da plastica e per l'uso dei sacchetti compostabili per la raccolta differenziata dell'umido domestico".

Una manovra che dovrebbe essere sostenuta da imposte e tasse, restrizioni e divieti di commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabili comunemente usati, con l'intento di dimezzare il loro consumo entro il 2017 e di ridurlo addirittura dell'80% dopo due anni - rispetto ai dati del 2010 - entro quindi il 2019 e sostituiti da sacchetti di carta riciclata o da sacchetti biodegradabili e compostabili.

Un obbiettivo quello del Parlamento Europeo che inorgoglisce il nostro Paese e che ora, non resta che vedere se sarà davvero seguito e con quali risultati.