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Rinnovabili: Unione Europea vicina agli obiettivi per il 2020

La Commissione Europea ha valutato l’andamento del settore green in UE e promosso 25 Paesi su 28 per la diffusione delle rinnovabili

Le rinnovabili in Europa seguono un trend positivo e quasi tutti i Paesi sono in linea con gli obiettivi intermedi indicati da Bruxelles. Il caro-bollette e l’emergenza ambientale hanno convinto l’Unione Europea a intensificare gli sforzi in ambito energia verde ed entro il 2020 tutti gli Stati dovranno provvedere a un quinto del proprio fabbisogno energetico attraverso energie rinnovabili. Parallelamente, la crisi dei prezzi sta sospingendo il libero mercato dell’energia, il sito supermoney.eu per la comparazione tra tariffe energetiche e altri portali del settore accompagnano i cittadini verso la transazione che diventerà definitiva entro il 2018. Il comparto, dunque, vive anni di turbolenti trasformazioni che dovrebbero portare a una vera e propria riconfigurazione degli equilibri secondo una produzione sempre più eco-sostenibile e un mercato ad alta concorrenzialità.

Le rinnovabili nei progetti di Europa 2020

Gli obiettivi tracciati dall’Unione Europea in fatto di rinnovabili sono stati delineati all’interno del programma Europa 2020: produzione del 20% di energia tramite rinnovabili entro il 2020 e abbattimento del 20% delle emissioni di anidride carbonica. La Commissione Europea ha fatto il punto sulla situazione attuale prendendo in riferimento i parametri attestati a fine 2014. Il bilancio di metà percorso può dirsi positivo.

Ad oggi in Europa il 15,3% dell’energia totale proviene da fonti green e l’obiettivo 20% è decisamente alla portata dei Paesi anche in tempi inferiori rispetto a quanto stabilito. Dei 28 Stati che compongono l’unione, solo Regno Unito, Lussemburgo e Olanda sono stati ‘rimandati’ dalla Commissione Europea e invitati a intensificare gli sforzi. Altri quattro, ovvero Francia, Spagna, Belgio e Malta, pur avendo raggiunto gli obiettivi intermedi, hanno ricevuto l’esortazione a fare meglio nei prossimi anni per continuare a mantenersi in linea con le direttive. L’Italia è stata promossa a pieni voti.

Bene i trasporti, volano le biomasse

Altro obiettivo delineato da Bruxelles è la conversione green del 10% del comparto trasporti. Ad oggi siamo fermi al 5,7%, una percentuale ritenuta soddisfacente dalla Commissione, sebbene per raggiungere la quota prefissata serviranno sforzi più massivi. Nell’ambito, il biodiesel è il carburante più diffuso e l’Italia è il terzo Paese UE dopo Germania e Francia per consumi totali.

Tra le fonti, le biomasse si confermano risorsa regina, assorbendo il 47% dell’energia totale prodotta in Europa tramite fonti alternative. La restante parte è così distribuita: idroelettrico (17%), eolico (11%), biocarburanti (9%), solare (7%), pompe di calore (5%) e biogas (4%). Il geotermico e le risorse marine stentano a decollare e producono appena l’1% dell’energia pulita totale del Vecchio Continente.

In Europa abbiamo il triplo di energia rinnovabile pro capite rispetto a qualunque altra parte del mondo – ha dichiarato Miguel Arias Canete, commissario europeo per energia e clima – Abbiamo oltre un milione di persone che lavorano nel settore delle rinnovabili e che vale oltre 130 miliardi ed esportiamo 35 miliardi di energia rinnovabile ogni anno”.