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Rinnovabili UE: si spenderanno 5.000 miliardi in più

energie
E' giunta l'ora per l'Unione Europea di decidere come sarà il futuro energetico del continente. L'appuntamento è al Consiglio informale dei ministri della Unione Europea, che si terrà il prossimo giovedì 23 ottobre, dove la Commissione proporrà come obiettivi al 2030 un 30% di efficienza e un 27% di rinnovabili. Ma il Parlamento vuole un target più ambizioso, che vincoli anche tutti gli Stati.

Nel frattempo, al Verona Efficiency Summit tenutosi settimana scorsa si è parlato molto sui vantaggi economici che offre l'energia pulita. Secondo gli esperti, l'efficienza energetica può valere 310 miliardi di dollari l'anno, mentre le energie rinnovabili hanno già fatturato ben 214 miliardi l'anno scorso. L'energia pulita, quindi, rappresenta un business di oltre 500 miliardi di dollari.

Francesco Ferrante, di Green Italia, denuncia: "C'è uno scarto drammatico tra il potenziale dell'energia pulita ed efficiente e le scelte politiche concrete". "Per le rinnovabili -continua - puntare al 27% vuol dire limitarsi a incassare quello che è già stato fatto e fermare la spinta verso l'innovazione tecnologica e di sistema. L'Italia rischia di pagare un prezzo pesante in termini di perdita di occupazione".

Li Yong, direttore dell'UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale), ha fatto in conti per stimare quanto rischia l'Europa con un target così poco ambizioso. Rimandando il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020, e di conseguenza evitando l'investimento di circa 1.500 miliardi di dollari in tecnologia, saranno necessari 5.000 miliardi di dollari per evitare il disastro ambientale che causa l'uso di combustibili fossili.

Maria Van der Hoeven, direttore dell'IEA (International Energy Agency), ritiene che il mercato globale dell'efficienza energetica vale almeno 310 miliardi di dollari su base annua. Le misure di efficienza energetica entro il 2020 contribuiranno a ridurre del 60% circa le emissioni di CO2 nel settore energetico. In effetti, l'efficienza vanta il più forte potenziale di diminuzione delle emissioni di CO2, seguita dalle fonti rinnovabili.

Infine, è già stato dimostrato nell'UE che un uso consapevole dell'energia è in grado di aumentare il PIL e diminuire i consumi energetici. "Nel periodo tra il 1995 e il 2013 il consumo lordo interno di energia primaria nell'Unione Europea è calato, mentre il PIL è aumentato", afferma Claudia Canevari, della Direzione generale energia della Commissione europea.

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