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Rinnovabili: nel 2020 un milioni di nuovi posti di lavoro

Da qui al 2020 dalle energie rinnovabili e dalla mobilità sostenibile potrebbero arrivare un milione di posti di lavoroUna promessa di quelle che normalmente siamo abituati a sentire nei giorni prima di elezioni politiche, quando il clima si fa rovente e per convincere gli elettori si sparano cifre a casaccio: un milioni di posti di lavoro in più entro il 2020. Una promessa che detta dal politico di turno lascerebbe indifferente o farebbe spuntare un sorriso di rassegnazione, ma che invece se arriva dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri dà più di qualche speranza per il futuro del nostro paese. Secondo i dati elencati da Romeo La Pietra in occasione del congresso nazionale degli ingegneri "le fonti energetiche rinnovabili e la mobilità sostenibile produranno entro il 2020 circa un milione di nuovi posti di lavoro per il nostro paese".

Non si tratta di una promessa, ma di una previsione che però per verificarsi deve essere supportata dall'impegno dei decisori pubblici e delle imprese verso politiche energetiche, infrastrutturali e finanziarie che puntino sulle rinnovabili. Un'opportunità occupazionale davvero importante per il nostro paese e soprattutto per i professionisti dell'ingegneria, settore che da qui al 2020 potrebbe vedere la creazione dai 20mila ai 40mila nuovi posti di lavoro, almeno stando ai dati ricavati da uno studio condotto dallo Iefe Bocconi e dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri

Una possibilità che però dovrà fare i conti con un percorso tutt'altro che semplice visto che la ricerca "il Futuro dell'energia" condotta da S3.Studium mostra come le rinnovabili tra dieci anni toccheranno solo il 18% del totale dell'energia prodotta contro il il 31% dal petrolio (contro il 39% attuale), il 39% dal gas (contro il 37% attuale), l’8% dal carbone (contro il 7% attuale). Tra le rinnovabili in particolare, l'eolico sarà diffuso al sud del paese e nelle isole mentre non ci sarà l'espansione dell'idroelettrico, che ha già visto lo sfruttamento dei siti migliori, mentre le biomasse prenderanno piede solo dopo il 2020.