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Rinnovabili: le richieste dell'Aper: ricerca, competitività, normative

L'Aper, Associazione dei Produttori Energia da fonti Rinnovabili, ha stilato un documento programmatico che sottoporrà a partire dal 7 febbraio alle forze politiche. L'argomento? Le energie rinnovabili, giunte ormai a un crocevia in Italia: molto è stato fatto, nonostante il 2012 sia stato caratterizzato da ombre più che da luci, ma il grande passo è di là da compiere.

I punti sul quale l'attenzione dell'Aper si è focalizzata, oltre al rapporto dell'Italia con l'estero, riguardano la burocrazia, la competitività, la ricerca.

Un problema che affligge le aziende che operano nel settore delle rinnovabili è quello relativo alle normative. E' necessaria una semplificazione, soprattutto sul fronte dei permessi e delle autorizzazioni. E' necessario anche rendere omogenee le varie normative che, attualmente, variano da regione a regione. Va, infine, istituito un'organo centrale di controllo che applichi le sanzioni alle amministrazioni locali niente affatto virtuose.

Un altro punto cruciale è quello della ricerca. In Italia se ne fa poca, perché lo Stato investe poco. E' d'obbligo, dunque, che i prossimi governi stanzino fondi sulla ricerca, in modo da sostanziare un vantaggio del nostro mercato - comunque quasi all'altezza - rispetto a quelli esteri.

Infine, va curato l'aspetto della competitività, che è in ogni caso legato con quello della ricerca. Dal sito dell'Aper: "adeguare gli attuali meccanismi di sostegno per raggiungere gli obiettivi europei al 2030 e favorire la transizione post-incentivi; estendere l’applicabilità del meccanismo di scambio sul posto agli impianti di potenza fino a 5 MW; sollecitare l’AEEG affinché adotti, seppur con oltre 4 anni di ritardo, la regolamentazione dei Sistemi Efficienti di Utenza; introdurre contratti bilaterali di lungo periodo; integrare le fonti rinnovabili nel mercato."