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Rinnovabili, il Giappone abbandona il nucleare e punta sull'energia sostenibile

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Il premier giapponese annuncia il nuovo piano energetico che punta sulle rinnovabiliL'incidente di Fukushima ha lasciato il segno nei giapponesi: da ferventi sostenitori dell'atomo i cittadini del Sol Levante si sono riscoperti, dopo il dramma nucleare che è seguito al terremoto dello scorso aprile, amanti dell'energia sostenibile. Almeno questo è quello che trapela dal piano energetico presentato dal nuovo primo ministro giapponese, Yoshihiko Noda: ridurre l'energia elettrica prodotta con l'utilizzo dell'atomo e aumento di quella derivante da fonti rinnovabili. Il programma energetico a lungo termine è stato annunciato da Noda nel corso del suo primo intervento davanti al Parlamento dopo il suo insediamento e sarà presentato entro la prossima estate.

La nuova politica energetica, punta come detto, alla riduzione dell'elettricità di origine atomica a tutto vantaggio delle energie rinnovabili: il governo giapponese si è posto l'ambizioso obiettivo di diventare nel giro di qualche anno leader mondiale nel settore dell'energia sostenibile. Un programma completamente diverso rispetto a quello "pre-terremoto" dove era previsto un graduale aumento dell'energia atomica fino ad arrivare ad oltre il 50% dell'energia totale, quota che in agosto è scesa al 26,4%. Negli ultimi mesi sono stati fermati 30 reattori su 54 provocando la mancanza di energia elettrica ma in maniera minore (-23% circa) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: risultato favorito dalle temperature più basse a dal risparmio energetico compiuto dagli utenti in seguito alla chiusura degli impianti nucleari.

Il piano energetico preannunciato dal primo ministro giapponese arriverà fino al 2030 ed è stato presentato come un nuovo inizio per il settore energetico del Giappone: "Ripartiremo con una pagina bianca - ha dichiarato Noda - e proporremo un nuovo piano energetico che arriverà fino al 2030. La nostra idea è di creare una società basata su nuove energie e grazie alle nostre capacità tecniche, unite ad una riforma delle leggi e a una politica che punti ad aiutare l'adozione di nuove energie, noi riusciremo a fare del Giappone un modello su scala mondiale".