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Rinnovabili, il coordinamento Free per una revisione dei sistemi di incentivazione

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Rinnovabili

 

Il Coordinamento Free (Fonti Rinnovabili Efficienza Energetica), composto da enti e società che operano nel settore delle rinnovabili, ha partecipato a un convegno tenutosi il 17 aprile all'Università La Sapienza di Roma. Ha presentato un programma ambizioso e rivoluzionario e ha parlato della necessità di passare a una sorta di fase 3.0 dell'impiego delle rinnovabili. La svolta, secondo il Corordinamento Free, passa per una politica sulle rinnovabili senza incentivi.

Innanzitutto il Coordinamento ha proposto di alzare l'asticella: non è più sufficiente la quota del 30% di rinnovabili sul totale di consumo d'energia. Occorre passare al 50. Nello specifico, al 50% per quanto riguarda i consumi delle famiglie, il 50 per quanto riguardo il fabbisogno termico, il 30 per quanto riguarda i trasporti.

L'attuale strategia non si è rivelata fallimentare ma nemmeno in grado di sostenere un settore che, altrimenti, sarebbe in forte crescita. Gli incentivi vanno eliminati e sostituiti con altri strumenti finanziari, in grado di non disperdere il capitale, di porre in essere controlli circa l'utilizzo delle risorse dedicate. Il tutto accompagnato da una rinnovata politica industriale e da un'ottimizzazione del sistema normativo.

Una proposta più dettagliata presentata dal Coordinamento Free prevede la creazione di un fondo ad hoc riservato per le attività produttive e l'esenzione dalla Robin Tax per le società che operano nel settore delle rinnovabili. Seguono l'abrogazione del registro per le piccole società e delle aste per i grandi.

I rappresentanti di Anev, socio fondatore del Coordinamento, hanno sottolineato l'aspetto normativo: "L’attuale contesto normativo introdotto con il Dm 6 luglio 2012, non consente alle aziende del settore di proseguire la propria attività e di contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici. Tecnologie a basso impatto ambientale e a zero emissioni, come l’eolico, sono ostacolate da barriere amministrative che ne discriminano lo sviluppo. È necessario un intervento istituzionale".