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Rinnovabili: Australia verso il 100% nel 2030

Rinnovabili

La corsa alle energie rinnovabili continua, sebbene soprattutto fuori dai confini nazionali dell'Italia. C'è chi punta al 20%, chi punta al 30% ma anche, come nel caso di paesi piccoli, al 100%. La corsa al 100, però, sta cominciando a coinvolgere anche i grandi stati, come l'Australia. Entro il 2030 potrebbe, infatti, aver convertito totalmente la sua economia.

Il 100% dell'Australia farebbe scalpore non solo per le dimensioni del paese, ma anche perché la sua economia si basa in maniera decisa sulle fonti tradizionali, come carbone e gas (che abbondano su gran parte del suo territorio). L'uscita dal fossile e l'entrata a pieno titolo nella prospettiva rinnovabile dimostrerebbe che è sufficiente buona volontà e capacità strategiche per rivoluzionare uno stato dal punto di vista energetico.

Il 2030 è però lontano, anche per l'Australia, e quindi si è ancora nel campo delle previsioni. A farle però è un ente autorevole: l'University of New South Wales.

I ricercatori dell'Università parlano di un eolico che potrebbe coprire fino al 59% del fabbisogno energetico nazionale. Dal solare, poi, potrebbe arrivare un altro 15-20%. Il resto lo farebbero idroelettrico e biocarburante. Gli strumenti funzionali a questa imponente ristrutturazione non sono poi tanti: a quanto pare sarebbe sufficiente una tassa dai 50 ai 100 dollari australiani per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa per rendere gli investimenti sulle rinnovabili più convenienti.

Mentre l'Australia medita di fare passi da gigante, l'Europa si accontenta di un 20% entro il 2020. La notizia positiva è che l'obiettivo ha ottime probabilità di essere raggiunto, visto che la maggior parte dei paesi Ue ha centrato gli obiettivi intermedi. La notizia negativa è che alcuni paesi stanno registrando proprio negli ultimi dodici mesi alcuni rallentamenti, a causa della crisi che ha portato una riduzione degli incentivi. Tra questi, manco a dirlo, c'è l'Italia.