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Rinnovabili: a rischio 1.300 posti di lavoro

Rinnovabili lavoroUn provvedimento della giunta regionale della sardegna rischia di privare 1.300 persone del proprio posto di lavoro. La misura, che recepisce malamente una diretta Ue, prevede la formazione obbligatoria per gli installatori di impianti del settore delle rinnovabili. Alla formazione, però, si legge nel testo, hanno diritto solo alcune categorie di lavoratori. Gli altri, più di mille, si troverebbero licenziati e senza lavoro.

La legge regionale offre il corso di formazione - necessario per lavorare - solo ai possessori di licenzia media superiore. Dunque, i professionisti in possesso di sola licenzia media inferiore non potranno accedere alla formazione e non potranno far valere gli anni di esperienza che, pur in mancanza di licenzia superiore, hanno maturato.

Un provvedimento che puzza di discriminazione e contro cui si sono mosse varie firme sindacali, in primis Confartigianato Sardegna. Il presidente Luca Morgianu si è così espresso riguardo alla questione: "Per la legge è come se non esistessero. Si tratta di una disposizione discriminatoria e non accettabile che impedisce di lavorare a migliaia di imprenditori che da anni svolgono con competenza la propria attività. Soprattutto in questo momento di crisi una norma come questa si abbatte come una mannaia sulle imprese e sui lavoratori del settore installazione impianti. Tutto il contrario di quanto servirebbe sia per favorire l’occupazione sia per contribuire a sviluppare il settore delle energie rinnovabili".

Solo i laureati sono esonerati dall'obbligo di formazione. Per i diplomati è previsto un corso di formazione di 80 ore, mentre per chi ha fatto solo le scuole dell'obbligo, nulla, la disoccupazione. Svista o atto discriminatorio? I sindacati e i gruppi di lavoro stanno indagando e stanno protestano. La speranza è che la loro azione di pressioni porti a qualche risultato positivo.