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Rinnovabili: 250 milioni di posti di lavoro a portata di mano

parco-eolico-calabriaLa disoccupazione cresce, eppure c'è chi paventa un certo ottimismo. Ottimisti, infatti, si sono rivelati i partecipanti a BioEnergy Italy, tavola rotonda "imbastita" durante la Fiera di Cremona (28 febbraio - 2 marzo). Vi hanno partecipato esponenti delle aziende che impegnate nel settore delle rinnovabili e personalità accademica di tutta Italia. In particolare: ilvana Castelli del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano, Norma Anglani e Giovanni Petrecca dell'Università degli Studi di Pavia e Caterina Brandoni, docente e ricercatrice di e-Campus, Ateneo telematico.

I numeri ipotizzati fanno ben sperare. Si parla addirittura di 250mila posti di lavoro a portata di mano, creabili entro il 2020 e distribuite più o meno equamente tra tutte le figure professionali attualmente conosciute.

Tanto lavoro, certo, ma a una condizione: formare al meglio i futuri professionisti, modo efficace per stabilire un canale di connessione tra il mondo del lavoro e i lavoratori. Si è discusso, dunque, della creazione di percorso formativi atti proprio a soddisfare questa esigenza. La più propositiva si è dimostrata Caterina Brandonui che, come accennato, fa parte di e-Campus. "Nell'ambìto delle Università e-learning esistenti in Italia, e-Campus è tra le poche ad avere attivato fin dalla sua nascita, avvenuta nel 2006 con l'autorizzazione del ministero della Pubblica istruzione, un corso di laurea in Ingegneria industriale dedicato alle energie rinnovabili. La nostra offerta formativa si basa soprattutto sulla flessibilità e sulla qualità dei corsi".

Se questa e altre offerte formative avranno successo, allora il mercato del lavoro si troverà preparato alla creazione dei 250mila posti di lavoro previsti da qui al 2020. Certo, la condizione affinché questa"esplosione" di lavoro si verifichi è che il governo non abbandoni la strada degli incentivi, pur adottando una politica di ottimizzazione.