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Rinnovabili, 100% in Europa: obiettivo possibile?

Rinnovabili Europa

L'Europa vanta da tempo il primato sul fronte delle rinnovabili. L'Unione Europea è l'area geografica che dedica maggiore importanza alle politiche ambientale e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Le performance attuali, però, possono essere migliorate e di molto. E' quanto emerge dalla relazione "Putting the Eu on track for 100% renewable energy". La relazione è stata redatta dal WWF in occasione di una "tavola rotonda" tra gli esponenti del settore energetico europeo, atta a programmare il futuro energetico del continente dopo il 2020.

Il WWF, a quanto si evince dai numeri che riporta, mostra ottimismo. Secondo una delle associazione più famose del mondo, entro il 2030 l'Unione Europea potrebbe centrare l'obiettivo di ridurre di un terzo il suo consumo di energia. Parallelamente, sempre entro il 2030, la metà o quasi (circa il 44%) dell'energia prodotta potrebbe venire da fonti rinnovabili. Il raggiungimento di questi obiettivi sostanzierà anche un imponente risparmio (573 miliardi di euro) sul fronte dell'import di energia da fonti fossili o semplicemente tradizionali.

Il WWF rivela anche che la cittadinanza è pronta a sostenere le politiche ambientali. Secondo un sondaggio, 8 europei su 10 sono convinti del risvolto economico della questione e che l'implementazioni delle rinnovabili creerà posti di lavoro. Il 70% crede che la politica debba porre in testa alla sua agenda il problema delle fonti rinnovabili.

Mariagrazia Midulla, responsabile energia del WWF Italia, ha riassunto così le speranza dell'associazione: "L'aumento del peso delle rinnovabili contribuirebbe a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici, nonché le conseguenze sulla salute e sui costi ambientali, ma potrebbe anche contribuire a generare fino a 5 milioni di posti di lavoro, e rilanciare l’economia in modo significativo. L’Europa del 2030 sarà diversa da quella di oggi, ed è dal pacchetto clima ed energia che dipende se lo sarà in meglio, con una produzione e un uso più  puliti ed efficienti dell’energia, con più posti di lavoro e con una distribuzione più equa, o se aumenteranno inquinamento, disparità e disoccupazione".