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Rifiuti urbani: l'Europa e il paradosso dell'Italia

RifiutiUn'Italia in chiaroscuro emerge dall'ultimo rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente. Il tema del rapporto è la gestione dei rifiuti solidi urbani. L'Italia per certi versi compie il suo dovere, per altri gode ancora di ottimi margini di miglioramento, per altri ancora - infine - vive un vero e proprio paradosso. Ecco le evidenze sottolineate nel rapporto.

L'Italia, di questo passo, raggiungerà gli obiettivi del 2020. Questi impongono un tasso di riciclo del 50% entro 7 anni. In parole povere, nel 2020 l'Italia dovrà riuscire a riciclare metà dei suoi rifiuti solidi urbani. Un traguardo che l'Agenzia Europea dell'Entrate giudica saldamento a portata di mano anche con il ritmo attuale.

L'Italia vive una situazione di estrema disomogeneità. Nel Bel Paese non tutti differenziano e riciclano allo stesso modo. Anzi: la penisola, anche da questo punto di vista, è divisibile in tre grosse regioni. Il nord, che differenzia e ricicla molto; il sud che differenzia e ricicla pochissimo; e il centro che rappresenta - per l'appunto - una via di mezzo. La percentuale più alta di riciclo è infatti appannaggio del Trentino Alto Adige, che insieme al Piemonte raggiunge un ottimo 45%. La Sardegna e la Campania, di contro, riciclano solo il 10% dei loro rifiuti. Esistono però eccezioni che confermano la regola: tra queste spicca il Comune di Salerno che riesce a riciclare addirittura il 55%.

Il paradosso dell'Italia è invece sostanziato dal rapporto tra amministrazione e discariche. Mentre l'Europa da un lato loda il nostro comportamento sul fronte del riciclo, dall'altro apre con costanza procedure di infrazione per la gestione delle discariche. Uno sguardo preoccupato va rivolto alla discarica di Malagrotta, da chiudere a causa di pesanti irregolarità. Nel caso la chiusura tardasse ad arrivare, l'Unione Europea ha in serbo per l'Italia una multa salatissima.