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Rifiuti, Tares: le regioni chiedono lo slittamento

Rifiuti Tares

Situazione convulsa sul fronte rifiuti. Le Regioni si ribellano all'entrata in vigore della Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituirà la vecchia Tarsu. Da molti giudicata insostenibile, da molti giudicata come l'ennesima mazzata alle famiglia e all'impresa. La protesta è partita dalla Regione Campania e si è estesa in tutta Italia e si è istituzionalizzata in un appello formale al Governo.

La mozione è stata votata a maggioranza assoluta dalla Conferenza Stato-Regioni, invocata dalla Regione Campania. Sono emerse richieste particolare: lo slittamento dell'entrata in vigore della Tares al 2014, la ridiscussione della tassa in maniera bilaterale, il ripristino immediato ma temporaneo della vecchia Tarsu.

Il motivo della protesta delle Regioni è l'insostenibilità, ossia l'entità della tassa che - pur accorpando vari servizi - sostanzia un aumento deciso rispetto alla Tarsu. Il problema più grave, però, riguarda la tempistica. Il Governo ha infatti combinato un pasticcio. La Tarsu è stata soppressa subito, quindi non è riscuotibile. La Tares però entrerà in vigore solo a partire da luglio, dunque solo a partire da luglio le amministrazioni locali potranno riscuotere il tributo. Questo sostanzia un "buco" di qualche mese, sufficiente a paralizzare il servizio di raccolta rifiuti in quei Comuni che non godono di sufficienti fondi per "anticipare" le somme e far partire la raccolta.

I soldi stanno finendo, molte città potrebbero entro poche settimane vivere la più classica delle emergenze rifiuti: cassonetti stracolmi di spazzatura, sacchi di immondizia per le strade, scorci di città deturpati.

La Campania si è fatta promotrice della protesta. Il perché lo spiega il presidente della Regione Stefano Caldoro: "Noi siamo la Regione che ha maggiore difficoltà per le criticità legate alla questione debitoria e organizzativa che ereditiamo come la vicenda dei Consorzi. Nonostante le difficoltà, i Comuni stanno lavorando, ma le criticità che ci sono, in particolare di carattere finanziario, potrebbero portare un blocco del sistema, proprio di carattere finanziario. Non e’ problema strutturale, ma finanziario".