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Rifiuti, Napoli: dieci giorni al collasso?

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Napoli è vicina al collasso? I segnali per l'esplosione di una nuova emergenza rifiuti ci sono tutti. Almeno da quanto emerge su un articolo del Corriere del Mezzogiorno, che informa circa la situazione piuttosto precaria del Comune di Napoli.

Perché il collasso? E' essenzialmente un problema di denaro. Le casse comunali sono totalmente prosciugate. Mancano i soldi per la manutenzione degli autocompattatori. Già oggi sono fuori uso circa duecento su seicento, ma in pochi giorni il numero potrebbe raddoppiare. Il risultato sarebbe l'interruzione della raccolta rifiuti in moltissime zone della città.

L'articolo presenta un elenco impietoso dei motivi che costringono i camion della raccolta rifiuti a soggiornare nei box: "non c'è modo di sostituire le gomme lisce, perché mancano l'olio per i freni od il gasolio nei serbatoi, perché non si trovano fanali indispensabili a garantire la marcia in sicurezza durante le ore notturne".

La situazione appare senza sbocco, perché il debito dei fornitori ammonta a 150 milioni. Logico che stiano cominciando a rifiutare di concedere altro crediti. Persino i dipendenti non vengono pagati da più di un anno.

Insomma l'Asia (società di raccolta rifiuti di Napoli) è vicina al collasso, e con quella tutta la città. L'incubo delle montagne di spazzatura è quindi più vicino.

Tutto questo mentre altrove, in Campania, non solo il concetto di emergenza rifiuti è quasi sconosciuto ma addirittura si pratica una differenziata eccellente. A spiccare è soprattutto la Provincia di Salerno, che ha raggiunto una percentuale di rifiuti differenziati del 55,4%, venti punti in più della media nazionale e dieci qualche punto in più della media del settentrione d'Italia, tradizionalmente più attento alle tematiche della differenziata.