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Rifiuti: debutta la Tares, più cara della Tarsu

Tarsu

Anno nuovo, tasse nuove. Sembra questo il canovaccio degli ultimi respiri del Governo Monti. Dal 1° gennaio 2013, infatti, entrano in vigore tre nuove tasse, tra cui spicca la Tares. Questa sostituisce la Tarsu, la vecchia tassa sui rifiuti, e già si preannuncia più "salata" della precedente.

L'imposta aumenta per due motivi. Innanzitutto, raggruppo in sé due tasse: la già citata Tarsu, deputata a coprire i costi circa la raccolta e lo smaltimento di rifiuti, e quella sull'igiene ambientale (che comunque era stata imposta solo da una minoranza di comuni). In secondo luogo, il Governo ha deciso che la "tassa sui rifiuti" debba coprire il 100% dei costi legati alla loro raccolta e smaltimento, contro l'80% degli anni passati (il 20% restante era a carico delle casse comunali).

La buona notizia, se così si può chiamare, è che la Tares, pur entrando in vigore il 1° gennaio 2013, si dovrà pagare solo a partire da aprile. Insomma, ci sono ancora quattro mesi per metabolizzare il colpo. Si prevede, ad ogni modo, un aumento medio di trenta euro all'anno per famiglia. Niente di impossibile, per la carità, sebbene questa manciata di euro si vada a sommare all'infinità di tasse da pagare istituita dal Governo Monti (tra cui la pesantissima Imu) e contribuisca all'ascesa della pressione fiscale fino alla percentuale, senza precedenti, del 45,3%.

La Tares verrà pagata non dai proprietari ma dai residenti e verrà modulata in base alla grandezza dell'immobile. Si legge nel regolamento: "si applica a chiunque possieda, occupi o detenga locali atti a produrre rifiuti". Dunque appartamenti, stabilimenti, negozi, capannoni e via dicendo.