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Rifiuti, Clini shock: bruciare i rifiuti, le associazioni insorgono

Clini

Clini ci riprova. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini (dimissionario) ripropone a fine legislatura la sua proposta, che appariva poco percorribile già un anno fa, per risolvere l'ormai pressante problema dei rifiuti. Si fa fatica, in alcune città, a smaltirli. Le discariche non bastano, i percentuali di differenziata sono ancora basse... E allora dove metterli? Nei cementifici, a bruciare. Il "segreto" è trattare i forni di cottura di clinker - componente principale del cemento - come fossero inceneritori, con grave danno per l'ambiente. Si tratta, semplicemente, di un modo subdolo di svicolare il rifiuto della popolazione a costruire gli inceneritori: si usa quello che già c'è - i cementifici - nella speranza che la cittadinanza  non se ne accorga o non si accorga dei danni. Ad ogni modo, Clini ha sempre sostenuto la validità della sua proposta in quanto dissolverebbe la presenza della malavita organizzata nella questione rifiuti.

Le associazioni ambientali all'epoca della prima formulazione della proposta insorsero e stanno insorgendo tutt'ora. Al coro dei "no", capitanato come al solito da Legambiente, si è aggiunta ultimamente una voce piuttosto onorevole: Agostino Di Ciaula, presidente di Isde (associazione dei medici per l'ambiente): "Bruciare i rifiuti non è mai meglio. Nonostante l'utilizzo del CSS porti a una riduzione del gas serra comunque trascurabile, i cementifici che utilizzano i rifiuti come combustibile producono il triplo di anidride carbonica rispetto alla normale situazione".

Fortunatamente, la proposta di Clini è stata bocciata in Commissione Ambiente al Senato (in data 11 febbraio). Il parlamentare Zamparutti l'ha definita "veicolo di rischio ambientale per il territorio". La decisione circa una bocciatura definitiva, comunque, spetterà al nuovo Parlamento.