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Rifiuti: città più sporche nonostante la differenziata

Le città italiane sono sempre più sporche nonostante l'ascesa - intensa e su scala nazionale - della differenziata. Ovviamente, questa affermazione non può valere per tutte le città, non si può fare di tutta l'erba un fascio, eppure in larghe zone d'Italia si assiste ad un degrado che assume via via i contorni del paradosso. Il caso emblematico è quello denunciato da Simeto Ambiente, società che cura la differenziata nel catanese.

Simeto Ambiente ha dapprima parlato dei successi della differenziata nel territorio da essa ricoperta. La percentuale di rifiuti differenziati è in costante aumento e ha già raggiunto il 36% dopo anni di totale indifferenza su questo fronte. La situazione appare comunque molto disomogenea. A comuni virtuosi come Sant'Agata Li Battiati, forti del 70% di differenziata, si accompagnano comuni che non raggiungono il 20.

Ad ogni, a influire positivamente sulla situazione generale, è stato il metodo "porta a porta", che tra le altre cose ha concesso la diminuzione del numero dei cassonetti.

Eppure, non tutto è rose e fiori. Infatti, questi dati promettenti sono compromessi da un risvolto imbarazzante e paradossale. Alcuni comuni del catanese, infatti, hanno fatto registrate un aumento della "sporcizia" tra le strade. In breve, si sono formate micro discariche in città. A cosa è dovuto tutto ciò? Il servizio porta a porta è efficiente, la differenziata è in aumento. In vero, la causa determinante è la mancanza determinante dei cassonetti ma soprattutto una carenza nella mentalità dei cittadini.

La questione principale è la seguente: se i cittadini gettando immondizia per strade, producendo delle piccole discariche a cielo aperto, è responsabilità dell'amministrazione che non prodotto una comunicazione soddisfacente, in grado di sensibilizzare le più ampie fasce della popolazione.

La lezione è la seguente: la differenziata da sola non basta, è necessario parlare e promuoverla come unica alternativa possibile per un ambiente sostenibile.