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Rifiuti Campania: la Corte Europea respinge il ricorso

Rifiuti  CampaniaLa Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha respinto il ricorso della Regione Campania. Lo scopo del ricorso era lo sblocco dei finanziamenti Fesr (47 milioni di euro) utili alle operazioni di smaltimento dei rifiuti.Il blocco era stato deciso dall'Unione Europea in virtù dell'apertura di una procedura di infrazione nel lontano 2008 per irregolarità riscontrare nei meccanismo di smaltimento dei rifiuti. La Regione Campania asseriva che l'oggetto dell'infrazione non ha nulla a che fare con i finanziamenti Fesr.

La Corte di Giustizia ha motivato così la sentenza con cui ha respinto il ricorso: "Il blocco dei finanziamenti è collegato al finanziamento con soldi Ue delle misure al centro della procedura d'infrazione aperta, ovvero la realizzazione del sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti in Campania e, in particolare, per la raccolta differenziata".

La Campania vive un rapporto travagliato con i suoi rifiuti. A Napoli, dopo la crisi degli anni passati, la differenziata - promessa dal sindaco De Magistris in campagna elettorale - non riesce a prendere piede, attestandosi a uno striminzito 18%. La Regione, però, annovera alcune realtà positive, come la provincia di Salerno che fa registrare picchi di virtuosità del 60%.

Senza contare che qualche giorno fa, precisamente il 19 aprile, la Guardia di Finanza ha arrestato 22 persone, tra cui l'ex sottosegretario Malinconico, nell'ambito di un'indagine su sul Sistri, sistema di tracciabilità rifiuti. Sono state riscontrate in particolare alcune irregolarità nell'assegnazione di consulenze e, soprattutto, alcune irregolarità nella concessione di appalti.

Se la Regione Campania è caratterizzata da questa ambiguità, la responsabilità va assegnata alla politica, poco attenta alle tematiche ambientali. Se a livello regionale va abbastanza male, assai meglio non va su scala nazionale (ci sono alcune eccezioni, clicca qui per saperne di più).