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Rifiuti: a Reggio Calabria è emergenza

Emergenza rifiuti a Reggio CalabriaReggio Calabria è da oltre un mese invasa dall'immondizia. I rifiuti si accumulano per le strade, intorno i cassonetti. Il rischio è triplice. Quello più lieve, ma pur sempre preoccupante, è il crollo dell'immagine della città, che proprio in un periodo di festa rivela la sua faccia meno accogliente e meno attraente. Più pericoloso è il rischio sanitario, visto che i rifiuti si ammassano vicino a scuola, abitazioni, ospedali. Il rischio è anche stradale. Il capoluogo reggino, infatti, si contraddistingue per un tessuto urbano fatto di strade strette, spesso a doppio senso, e i rifiuti non fanno altro che restringere drasticamente lo spazio per le automobili.

Il motivo dell'emergenza è la difficoltà che stanno attraversando alcune importanti discariche, come quelle di Casignana. I commissari di Reggio Calabria (la giunta comunale è stata sciolta di recente per contiguità alla mafia) hanno rintracciato nella discarica di Sambatello, posta all'estrema periferia cittadina, una soluzione tampone. Una soluzione che si è dimostrata, vista la scarsa capienza dell'impianto, altamente insufficiente. E quindi Reggio è, oggi, e da un mese, sommersa dalla spazzatura.

Il caso di Reggio Calabria ha attirato l'attenzione di Legambiente. Il presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone, ha discusso del problema di fronte ai microfoni di Reggio Tv, emittente cittadina. La sua tesi è semplice, e in grado di dare speranza. In breve, propone di seguire l'esempio della Campania. Nel 2008, la Campania tutta (e non solo Napoli) era invasa dai rifiuti peggio di quanto lo sia adesso la città calabrese. La risposta ai problemi, quella vera, fu praticamente ignorata dai media ma comunque efficace: la differenziata. I comuni campani che oggi è possibile definire "ricicloni", sono il 60%.

A tal proposti, Legambiente Calabria ha anche ricordato la "storia" della differenziata a Reggio, con brevi ed esaustive parole: "Le misure mirate al riciclo dei materiali provenienti dalle utenze domestiche sono rimaste sporadiche e a breve termine, in alcuni casi, mentre in altri casi sono rimaste sulla carta, con un dispendio di risorse che non ha generato alcun miglioramento dei servizi, nè il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa vigente".