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Riciclo Raee: il caso Relight

Il riciclo è importante indifferentemente dai materiali. Quando però si tratta di materiali elettronici (pc, console, accessori), il riciclo diventa praticamente indispensabile. La loro vita è brevissima, vista la frequenza di aggiornamento, e ciò vuol dire immissione crescente di rifiuti.

Allo scopo di incentivare il riciclo, e di riciclare in modo intensivo, i rifiuti Raee (acronimo che identifica i rifiuti elettronici), è stata messa in piedi una società particolare, la Relight. Tutta italiana, in grande parte amministrata da donne, si compone da 10.000 metri di stabilimenti in grado di trasformare pc vecchi ed elettrodomestici in nuova materia prima.

L'amministratrice delegate, Bibiana Ferrari, ha così riassunto la mission di Religh durante un'intervista a Euronews: "La vita di questi prodotti è sempre più breve. Pertanto la necessità di disfarsi di questi materiali aumenta. Il riciclo è indispensabile per poter garantire una seconda vita ai materiali".

Bibiana Ferrari ha anche informati circa la completa autosufficienza dell'impianto e della floridezza dal punto di vista finanziario ed economico: il suo fatturato è di circa 8 milioni, una cifra non irrilevante. Ha anche dato un'idea di quello che realmente si fa negli stabilimenti: nell'ultimo mese sono stati creati settanta metri quadrati di mattonelle in ceramica a partire da 30 televisori rotti e gettati nell'immondizia.

Bibiana Ferrari, infine, ha così descritto il motivo di tanto successo: "Le tre chiavi del successo sono queste: un’attenzione alla ricerca e allo sviluppo; energia e sforzi per la salvaguardia dell’ambiente e la capacità di conciliare le frazioni di risulta con quelle che sono le crescenti necessità dell’industria".