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Riciclo materiali: in Italia fermi dal 2011

Riciclo dei materiali in Italia

Il riciclo dei materiali, almeno in Italia, ha subito uno stop nel 2011. A rivelarlo, in anteprima per Adnkronos, è Corrado Scapini, presidente di Fise Unire (ente che raggruppa le società che smaltiscono i rifiuti). I risultati nel dettaglio verranno presentati a Roma, a Palazzo Montecitorio, il 5 dicembre prossimo nella confereza "L'Italia del riciclo 2012".

Scapini ha rivelato che nel 2011 non v'è stato alcun aumento della quota di materiale riciclato. Responsabile di questa battuta d'arresto, la crisi economica, la quale ha privato di risorse e competente le società (private, miste, pubbliche) deputate al riciclo dei materiali. Per il presidente di Fise Unire rimane comunque un dato sufficientemente positiva, considerato che era stata preventivata anche una leggera flessione. Scapini ha infatti sottolineato che "la crisi si fa sentire un po' su tutti i settori ma, nonostante la sfavorevole congiuntura economica, il settore regge".

Il risultato del 2011 stride fortemente con quello del 2010. A cavallo tra questi due anni, infatti, il settore del riciclo aveva vissuto un exploit notevolissimo. L'aumento era stato trainato, in larga misura, dalla crescita dei materiali ferro riciclati (+68%). Alluminio e legno avevano anch'essi fatto registrare una buona crescita (rispettivamente +18% e +15%), come anche carta (+9%) e vetro (+7%). La plastica, invece, aveva fatto registrate una flessione, seppur minima (-0,7%).

Per quanto riguarda la situazione attiale, Scapino evidenzia sia gli aspetti positivi che quelli negativi, frutto della solitica dicotomia tra nord e sud. Infatti, stando alle sue parole: ""Abbiamo ancora dei problemi nel centro sud ma al nord abbiamo percentuali che superano la Francia ma dobbiamo affinare la parte in cui siamo più indietro. Oltre alla raccolta differenziata occorre che si sviluppino industrie dietro il riciclo. E' importante che si consideri questo settore uno dei punti fondamentali della green economy"