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Riciclo: legno in calo, ma è colpa della crisi

Il riciclo del legno ha fatto registrare un calo tra il 2010 e il 2011: si è passati da 127mila tonnellate di legno recuperate nel 2010 a 123mila recuperate nel 2011. Un calo, quindi, corrispondente al 3,5%.

Il rovescio positivo della medaglia, però, rivela che il calo non è stato causato da una scarsa efficienza degli enti preposti al riciclo, ma dalla congiuntura economica. Il decremento, infatti, trova la sua origine, essenzialmente, nella diminuizione di materia prima immessa nel mercato. Non a caso il risultato peggiore si è registrato al terzo trimestre 2011, quello che ha fatto registrare le peggiori performances economiche (e che ha segnato l'inizio di una nuova recessione che dura ancora adesso).

Infatti, il riciclo, relativo alla quantita immessa, ha fatto addirittura segnare un certo aumento. Se nel 2010 il 55% del legno è stato riciclato, nel 2011 la percentuale è salita al 58%.

Ovviamente, come in tutti gli altri fronti, questi numeri sono frutto di una situazione di disomogeneità che interessa tutto lo Stivale. Se il decremento in senso assoluto è stato de -3,5% a livello nazionale, la Basilicata ha fatto registrare un crollo del 30%. Hanno fatto male anche regioni come l'Abbruzzo, le Marche e la Valle d'Aosta (dal -10 al -15%). Le regioni più virtuose, invece, hanno fatto registrare leggeri decrementi nell'ordine del punto percentuale.

Come nel settore dell'acciaio, anche per quanto riguarda il legno il sistema è regolato da due flussi: quello domestico-privato e quello commerciale-industriale. Tradizionalmente, è quest'ultimo flusso a garantire un maggior numero di materia riciclata: questo perché le società sono munite di competenze necessarie a preparare il legno (così come gli altri materiali) all'imballaggio, facilitandone quindi le procedure di smaltimento tramite riciclo.