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Riciclo: Italia al 50% entro il 2020? Si può fare

Differenziata Italia

 

L'Agenzia Europea dell'Ambiente nel suo ultimo rapporto sfoggia un ottimismo sorprendente. Secondo l'ente dell'Unione Europea, infatti, i paesi membri dell'Ue raggiungeranno complessivamente un tasso di riciclo pari al 50% entro il 2020. Altre sette anni, dunque, e l'Europa si troverà a essere la potenzia mondiale per quanto riguarda il binomio differenziata-riciclo (la prima è propedeutica rispetto al secondo). Eppure, il rapporto, come rilevato da Greenreport, quanto scritto dall'Agenzie Europea dell'Ambiente è suscettibile di molte critiche, sia di metodo che di contenuto.

Innanzitutto, c'è da dire che il calcolo dell'Agenzia si basa su una previsione. E' stato preso in considerazione il tasso di crescita sul fronte del riciclo nei vari paesi europei e si è concluso che sì, entro il 2020 l'Europa ce la farà a toccare quota 50%.

Il calcolo è approssimativi per vari motivi. In primis, non vengono considerate le politiche economiche dei vari paesi. L'Italia, ad esempio, vive una situazione precaria a livello locale: i fondi trasmesso dall'amministrazione centrale sono sempre di meno, dunque potrebbero presto mancare le risorse per far funzionare la differenziata e quindi il processo di riciclo.

In secondo luogo, il report dell'Agenzia Europea dell'Ambiente non tiene conto delle difficoltà nella misurazione del tassi di riciclo. Altrove - almeno a quanto spiega Greenreport - il sistema di misurazione è discutibile, in Italia è addirittura assente e si basa sulla quantità di rifiuti differenziati avviati, realmente, al processo di riciclo. Insomma, si tratta semplicemente di una indicazione molto grossolana.

Ad ogni modo, Janez Potocnik, commissario europeo per l'Ambiente, ha espresso soddisfazione per le conclusioni tratte dal report: "Numerosi Stati membri ricorrono ancora troppo allo smaltimento nelle discariche nonostante il nostro impegno a favore di un'Europa più efficiente sotto il profilo delle risorse. L'interramento dei rifiuti comporta un ingente spreco di materiali di grande valore. Un'occasione mancata per creare nuovi posti di lavoro, far crescere la nostra economia e ridurre gli impatti dei rifiuti sulla salute umana. Nel contesto economico attuale dobbiamo trovare soluzioni che ci consentano di migliorare la gestione dei rifiuti e di sfruttarli per creare occupazione alleviando la pressione sulle risorse naturali".