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Riciclo della carta: allarme per il declino dei giornali cartacei

Riciclo carta

L'ultima conferenza nazionale sul riciclo della carta ha evidenziato un problema singolare: il mercato dei giornali cartacei è crollato, come anche la produzione. Tutto ciò avrà delle ripercussioni sul riciclo della carta.

I dati presentati nel corso dell'incontro non lasciano adito a dubbi. Nel 2006 si stampavano 6 milioni di tonnellate di giornali al giorno. Nel 2011 la cifra è scesa a 3 milioni. Le previsioni non sono incoraggianti e fanno i conti con un mondo dell'informazioni in continua evoluzione e sempre più recettivo nei confronti delle nuove tecnologie. Si prevede che negli Stati Uniti non si produrranno più giornali cartacei giù dal 2017, nel 2019 toccgerà al Regno Unito, nel 2024 in Spagna mentre in Francia in Italia e in Germania le rotative si fermeranno tra il 2029 e il 2034.

L'unico settore cartaceo destinato a durare, almeno secondo i dati raccolti di recente, è quello del packaging.

La questione della digitalizzazione dell'informazione non è l'unico problema che chi ha a cuore il riciclo della carta deve affrontare. Preoccupa anche l'introduzione, nel processo di creazione del materiale cartaceo, di materiali che con la carta non hanno nulla a che fare e che hanno un'origine sintetica (es. il materiale plastificato). Tutto ciò rende difficile se non impossibile l'attività di riciclo.

Il mercato del riciclo della carte prosegue dunque verso un livello di saturazione. Le percentuali, tuttavia, pur registrando un sostanziale aumento rispetto al passato, non possono essere definitive "bulgare". Nel 1991 il riciclo della carta si attestava intorno al 35%, oggi, dopo un ventennio di innovazione tecnologica per quanto concerne le attività di riciclo, la percentuale si attesta intorno al 60. A questo proposito è necessario specificare che il progresso tecnologico si è fermato qualche anno fa, e l'attuale sistema non tiene il passo con l'introduzione si materiali estranei alla carta.