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Riciclo carta: una direttiva della Ue richia di rovinare tutto

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Il mercato del riciclo carta rischia di essere pesantemente penalizzato nientemeno che dall'Unione Europea, che si è sempre battuta per rendere il continente un luogo in cui la salvaguardia dell'ambiente possa ricoprire un ruolo preponderante. E' quanto emerge da un'analisi della CEPI, l'associazione di categoria che riunisce tutte le industrie cartiere d'Europa. Al centro della polemica vi è una nuova direttiva sul riciclo emanata dall'Unione Europea, denominata End of Waste.

L'End of Waste si prefigge il compito di delineare il confine tra ciò che è un rifiuto e ciò che non lo è, dunque tra ciò che è riciclabile e ciò che non lo è. Secondo la CEPI, i criteri scelti per la carta sono sbagliati e rischiano di diminuire il volume delle materie prime ottenute con il riciclo carta e, di conseguenza, mettere in ginocchio le industrie cartiere.

La direttiva della Ue arriva come un fulmine a ciel sereno. Il riciclo carta in Europa stava andando a gonfie vele: un recente studio ha rivelato che il 71% della carta utilizzata ogni anno è carta riciclata. Una percentuale che con l'End of Waste rischia di crollare nel giro di un paio di mesi.

Jori Ringman, Direttore Riciclo e Ambiente di Cepi, ha dichiarato: "Con questa proposta la Commissione Europea esporterà inquinamento nei Paesi poveri e importerà disoccupazione in Europa. Tutto questo è contro l'idea di una società basata sul riciclo efficiente delle risorse e contro la re-industrializzazione in Europa".

CEPI ha anche stimato le conseguenze a breve termine e concrete. Si parla di una immissione di impurità a livelli pari al 150.000% rispetto a quelli attuali. Nel giro di un anno, inoltre, la probabilità che si ritorni ai sacchetti di plastica è molto alta. Sono previste, nel caso in cui l'End of Wast non subisca ritocchi, 2 tonnellate in più di sacchetti di plastica.