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Regge il riciclo della carta, crolla quello dell'umido

Riciclo della carta

Il legame tra crisi e recessione da una parte, e riciclo e differenziata dall'altra esiste e pregiudica il progresso sul fronte ecologico dell'Italia. La carta regge l'impatto delle pessme prestazioni economiche, crolla invece l'umido. La colpa va ricercata, oltre che nelle amministrazioni poco virtuose, nella crisi economica. Essa è, fatti, anche crisi di consumi. A quest'ultima segue, infine, un calo nella produzione di rifiuti e quindi un calo nella creazione di nuova materia prima a partire dai rifiuti.

A illustrare la situazione è stato Claudio Montalbetti, direttore generale di Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica. Il pulpito è stato fornito dall'agenzia di stampa Adnkronos: "Registriamo una sorta di flessione generalizzata non solo nella carta ma in tutti i materiali e soprattutto nei rifiuti solidi urbani. Questo è l'effetto della recessione. Con la crisi si consuma di meno, ci sono quindi meno rifiuti ma anche meno carta e cartone da riciclare".

Nonostante la crisi, il riciclo della carta registra risultati buoni. Il 90% della carta e del cartone immesso nel mercato, infatti, rientra nel circuito produttivo grazie al riciclo, diventando, quindi, nuova materia prima. Il dato rispetto a quindici anni fa è assolutamente soddisfacente. Nel 1998 veniva recuperato solo il 33% dei materiali in cellulosa, nel 2010, prima della seconda ondata recessiva, se ne recuperava ancora solo il 60%.

Recuperare carta e cartone fa bene al portafogli e fa bene anche all'ambiente. Spiega infatti Claudio Montalbetti: "Ciò consente ogni anno il risparmio di oltre 1 milione di tonnellate di Co2 nell'atmosfera, che equivalgono al blocco totale del traffico su strada in Italia per 6 giorni e 6 notti". Nonostante queste buone performances, rimane molto da fare: un milione di tonnellate di carta rimangono "non riciclate" ogni anno.