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Recupero imballaggi biodegradabili: serve una distinzione

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Recupero: Il Consorzio Nazionale Imballaggi in occasione dell'ottava edizione della EuBP Conference, cioè la conferenza internazionale per l'industria delle bioplastiche e dei biomateriali organizzata da European Bioplastics, l'associazione europea che riunisce le aziende attive nella filiera; ha illustrato a Berlino le conclusioni di uno studio sulla riciclabilità delle bioplastiche.

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Il progetto presentato è una proposta per il recupero degli imballaggi biodegradabili, ed è stato messo a punto da un gruppo di lavoro che ha coinvolto noti produttori di materie biodegradabili come: Basf, NatureWorks e Novamont; e gli utilizzatori come: Barilla e Coop, il Cic e il Corepla e le associazioni di categoria come: Assobioplastiche e Federazione gomma-plastica.

Gli obiettivi principali sono stati la giusta formulazione per l'attribuzione della denominazione "imballaggi biodegradabili", una corretta e condivisa gestione pre e post consumo, che va dalla raccolta differenziata al recupero, e l'aggiornamento e l'ottimizzazione informativa ai cittadini.   Al fine di migliorare tutto il ciclo di vita degli imballaggi con la giusta destinazione finale al post consumo sono state effettuate prove di laboratorio e test industriali per verificare la biodegradabilità e la riciclabilità degli imballaggi immessi sul mercato.

Dallo studio è emersa la necessità di chiarire le differenze tra la "biodegrabilità" e il "tempo di biodegradazione" del manufatto: un imballaggio dovrebbe essere definito "biodegradabile" solo se è biodegradabile entro un tempo massimo stabilito, da uno standard di riferimento, come quello sulla biodegradabilità e compostaggio UNI EN 13432 – 2002.

E' stato comprovato che gli attuali imballaggi in commercio, flessibili e rigidi, i bicchieri, i piatti e le stoviglie realizzati con plastiche biodegradabili, sono biodegradabili e compostabili secondo la norma UNI EN 13432 – 2002, almeno fino alle concentrazioni nella massa totale del 5%, destinabili al riciclo meccanico con alcune precauzioni tecniche.

In futuro sugli imballaggi biodegradabili verrà apposto un simbolo o logo che permetta ai cittadini di distinguere facilmente l'imballaggio biodegradabile da quello non biodegradabile, in modo da smaltire con sicurezza la plastica normale nell'indifferenziato evitando sia dispersioni nell'ambiente, sia l'inquinamento dei materiali in fase di raccolta.