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Raee: l'Italia è indietro nel riciclo di materiale elettronico

Riciclo Raee

Un settore del riciclo che universalmente stenta ancora a decollare è quello Raee, ossia quello delle apparecchiature elettroniche come pc, dispositivi, elettrodomestici. Il problema è stringente: l'elettronica galoppa, il progresso nel campo dei computer e all'ordine del giorno. Ciò causa una quota d'aggiornamento molto elevata e quindi una mole notevole di rifiuti.

Una ricerca della United Nations University (in collaborazione con l'ONU) ha indagato sulla situazone del riciclo Raee nel mondo e, quindi, anche dell'Italia. Ebbene, il Bel Paese è messo abbastanza male. Gli italiani producono circa 16 kg di rifiuti elettronici all'anno per capita. Gli italiani conferiscono circa 12 kg di Raee all'anno nei Centro di raccolta, un numero tutto sommato discreto. Tuttavia, solo il 38% di essi entra a fare parte del Sistema Raee, l'unica piattaforma che li tratta e li smaltisce "ecologicamente". Alla fine, dunque, meno di 5 kg finiscono per essere riutilizzati.

Le cifre dei paesi più virtuosi sono differenti. In genere, i cittadini virtuosi creano solo 12-13 kg di Raee all'anno e ne conferiscono nei Sistemi appositi (nomi e competenze e strutture variano da paese a paese).

Paolo Falcioni, presidente di Ecodom, ha così commentato la ricerca della United Nations University: "Questo studio ha evidenziato come i nuovi obiettivi fissati dall'Unione Europea saranno difficilmente raggiungibili se i singoli Stati membri non si assumeranno la responsabilità e il compito di individuare e tracciare tutti i Raee, che oggi si disperdono in molteplici flussi, alcuni spesso illegali, rappresentando una seria minaccia ambientale oltre che una significativa perdita economica sarà chiamato, a partire dal 2019, a raccogliere l'85% dei Raee che annualmente si generano nel proprio territorio o il 65% dei prodotti immessi sul mercato: il Sistema Raee italiano rischia di non trovarsi pronto per quella data".