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Raccolta Differenziata intelligente grazie al chip Rfid

Tag-RfidLa raccolta differenziata ha veramente senso solo se fatta bene. E per farla non serve solo organizzazione ed efficienza da parte delle amministrazione, ma anche una cittadinanza attiva e consapevole. Soprattutto, serve una cittadinanza che sappia fare la differenziata, senza errori che compromettano la successiva fase di riciclo. Il problema, però, è stringente: come fare a capire chi realizza una buona differenziata e chi no? L'individuazione degli "scorretti", come anche l'individuazione dei "virtuosi" è il presupposto per spalmare i costi della differenziata con criteri di meritocrazia. Più tasse ai cattivi, meno tasse - e quindi una sorta di premio - ai più bravi.

La tecnologia interviene sul "fronte-individuazione". In particolare, si sta rivelando utile il chip Rfid. Sebbene ancora poco diffuso, rappresenta il sistema più semplice per tracciare con precisione in nucleo familiare che ha conferito un determinato sacchetto. Il meccanismo è semplice: i sacchetti Rfid contengono un'etichetta che poi viene letta dai macchinari in possesso degli enti deputati al controllo. Se un sacchetto è "conferito male", ossia contiene rifiuti che non dovrebbe contenere, si può risalire a chi lo ha riempito, applicando sovrattasse e sanzioni. Parallelamente, si può risalire ai nuclei familiari più virtuosi e premiarli con sgravi fiscali.

Il chip Rfid non è ancora diffuso, sebbene alcune amministrazione ne abbiano giù avviato la sperimentazione. Tra questi spiccano i comuni del consorzio chierese. In particolare, il comune di Venaria Reale, che ha avviato l'Rfid quattro anni fa or sono. Anche in Lombardia vi sono casi da menzionare, come Legnano. L'azienda deputata alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, Amga, ha avviato a novembre la sperimentazione del chip per 500 utenze nel quartiere San Paolo, e i risultati sono incoraggianti.