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Raccolta Differenziata: in Trentino raccolta stratosferica

Il Trentino, almeno per quanto riguarda la differenziata, è una delle entità amministrative più virtuose d'Italia. La percentuale di differenziazione ha raggiunto livelli clamorosi, doppiando addirittura la media del Paese.

La provincia di Trento fa registrare una percentuale del 71,2 %. Nel 2005 si era già al 46%. La media nazionale si aggira intorno al 30%. Ottimo anche il dato circa la produzione di rifiuti urbani. Essa si aggira sulle 70 mila tonnellate, in luogo di 140 mila tonnellate dell'anno 2005. Un dimezzamento simile ha coinvolto la produzione di rifiuti per ogni abitante: si è passato, anche qui grazie a un decremeneto del 50%, da 241 chili d rifiuti per ogn abitante, a solo 121 chili.

La provincia di Trento è quindi un territorio virtuoso. Basti per tutti un singolo dato: ha superato gli obiettivi nazionali del 65%. Non solo, tale risultato è anche dimostrazione di una certa capacità di amministrare. Il governo provinciale aveva stilato un programma nel 2005 circa l'implementazione drastica della raccolta differenziata, ed è stato rispettato fin dai minimi dettagli, in alcuni casi persino eccellendo.

Il risultato di Trento è un risultato che però va contestualizzato. Non è possibile gioire completamente: mentre i territori della provincia, e soprattutto il comune di Trento, vanno a gonfie vele, in larghe zone del paese la differenziata stenta a decollare. In questa prospettiva è grave la frattura tra nord e sud. Il nord (ma in generale anche il centro), chi bene e chi meno bene, hanno raggiunto gli obiettivi. I territori del sud, invece, no, o almeno solo alcune amministrazioni.

Il rapporto annuale di Legambiente ha ritratto un'Italia a due velocità. Il pericolo è quello di trascurare chi è rimasto indietro. Per tal motivo è necessaria una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale.