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Primarie della Fai per l'ambiente: per Il Fatto Quotidiano non basta

Ha suscitato scalpore e in parte anche entusiasmo l'iniziativa del Fai, Fondo per l'Ambiente Italiana, dal nome Primarie della Cultura. Si tratta a tutti gli effetti di una consultazione tra cittadini che non riguarda il personaggio di turno ma le idee. Oggetto della votazione, infatti, sono le idee e le proposte che poi il Fai, in quanto gruppo di interesse e di pressione, porterà in seno al prossimo governo. L'iniziativa appare abbastanza organica: si vota sul sito del Fai, si discute sulle pagine dei social network create ad hoc (si vota fino al 28 gennaio).

Insomma, una buona idea. Secondo Il Fatto Quotidiano, però, non basta, è una trovata insufficiente. A esprimere questo parere è il giornalista Tomaso Montanari, professore all'Università di Napoli Federico II (Storia dell'arte moderna) e, ovviamente, pubblicista.

Il suo parere è piuttosto profondo. Lasciano il compito di decidere ai cittadini su un sito, in maniera per nulla ufficiale, e quindi su una piattaforma di nicchia, si rischia di lasciar passare un messaggio sbagliato, seppur involontariamente. Il messaggio è il seguente: le tematiche dell'ambiente e della cultura e del patrimonio artistico (le primarie del Fai abbracciano anche questi settori) sono appannaggio di chi vuole fare beneficenza e non priorità dell'agenda nazionale. Tomaso Montanari, infatti, rintraccia nelle incredibili risorse "rinnovabili" dell'Italia e dell'eccellente patrimonio artistico motivo non solo di orgoglio, ma anche di speranza per una futura - e duratura - crescita economica.

Questo messaggio, secondo il giornalista, rischia, in tempi di crisi economia, di passare con maggiore pervasività. Lo dimostra l'importanza data all'ambiente e alla cultura dall'agenda Monti: una misera paginetta.