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Pannelli solari ad altissima efficienza? Buone notizie dall'America

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pannelli solari
 

Arriva dall'America una notizia che potrà forse rivoluzionare il mondo del fotovoltaico e dell'energia solare.

Sono tantissimi i benefici che si hanno dall'utilizzo di energia solare per soddisfare il fabbisogno energetico di edifici privati quanto industriali, primo tra tutti che a differenza dei combustibili fossili i raggi solari sono una fonte di energia inesauribile, rinnovabile e non inquinante.

Tuttavia anche la produzione di energia attraverso lo sfruttamento dell'energia solare non è un sistema perfetto, ma presenta diversi punti critici.

Innanzitutto l'inquinamento legato alla produzione dei pannelli solari dovuti oltre che ai processi produttivi soprattutto all'impiego di sostanze inquinanti come il silicio.

Questo fattore poi è amplificato alla luce della durata del ciclo di vita dei pannelli solari (circa 20 anni) e al fatto che le celle solari non riescono a convertire in energia elettrica tutta l'energia solare.

Questo avviene perché il silicio non è in grado di convertire elettricamente tutti i fotoni che cattura, ma solo quelli che rispondono ad una certa lunghezza d'onda. Questo comporta che le celle solari attualmente in commercio hanno un'efficienza quasi sempre inferiore al 20%, e dunque, come facilmente comprensibile ben l'80% dell'energia che proviene dal sole risulta così "sprecata".

Ma una soluzione sembra arrivare dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) dove i ricercatori hanno scoperto un sistema in grado di permettere alle celle solari di convertire quasi tutta l'energia solare catturata, con livelli di efficienza che fino a poco tempo fa erano quasi inimmaginabili.

Passi in avanti in tal senso erano già stati fatti tempo fa dal MIT grazie a una tecnologia detta termofotovoltaica che riesce a convertire in elettricità non esclusivamente la luce visibile, ma anche il calore, indipendentemente dalla lunghezza d'onda dei raggi solari.

I pannelli solari termofotovoltaici sono composti da due materiali di cui il primo sfrutta l'emissione termica, attraverso cui grazie a determinati materiali si riesce ad emettere energia solo di una lunghezza d'onda, mentre il secondo è ottimizzato per convertire l'energia di quella lunghezza d'onda in elettricità.

Tuttavia tale tecnologia presentava ancora il limite di richiedere concentratori di energia che richiedevano grandi spazi.

Il team del MIT tuttavia ha proseguito la propria ricerca sul miglioramento dei sistemi di ottimizzazione dei pannelli solari fino a giungere alla realizzazione di un cristallo bidimensionale di metallo dielettrico fotonico. Questo tipo di materiale sarebbe in grado di assorbire un'ampia gamma di lunghezze d'onda per i raggi solari su un'ampia gamma di angoli di incidenza, eliminando così la necessità che un materiale debba essere ruotato per l'assorbimento di gradi solari.

Questa scoperta, un po' ostica nella spiegazione, può avere dei ridurre drasticamente quelli che sono le note ancora dolenti legate alla produzione di pannelli fotovoltaici.

Creando celle solari con una maggiore efficienza energetica infatti si riduce drasticamente il numero di pannelli necessarie e così anche l'inquinamento legato alla loro produzione.

Ovviamente la ricerca del MIT è ad uno stato embrionale, ma rappresenta un grande passo avanti nel mondo dell'energia solare.

Se anche tu stai pensando di installare dei pannelli fotovoltaici sulla tua abitazione, può esserti utile consultare la Guida di Facileristrutturare.it su come scegliere i pannelli fotovoltaici, e conoscere così la differenza tra i diversi tipi di celle fotovoltaiche.