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Nucleare, la Svizzera dice stop e punta sulle Rinnovabili

Dopo la Germania anche la Svizzera annuncia l'addio al nucleareDopo la Germania, la Svizzera: dopo la catastrofe di Fukushima le nazioni cominciano a riflettere sul futuro energetico e sulla reale necessità di continuare a battere la strada del nucleare e decidono si abbandonare l'atomo. Se la scorsa estate, quasi nell'immediatezza del disastro giapponese, era toccato al governo tedesco sancire l'addio al nucleare entro il 2022, ora è la volta della Svizzera percorrere la strada che allontana dall'atomo. Il Consiglio di Stato, infatti, ha stabilito il divieto di costruire nuovi impianti nucleari ribadendo una decisione già presa dal Consiglio Nazionale lo scorso 8 giugno. Attualmente circa il 40% dell'elettricità prodotta in svizzera è di origine nucleare e proviene dalle centrali di Beznau I e II, Muehleberg, Goesgen e Leibstadt.

Contemporaneamente il governo svizzero punta ad un rafforzamento degli sforzi per la diffusione delle energie rinnovabili, come dichiarato dal ministro dell'energia, Doris Leuthard, che parla della necessità di "recuperare il ritardo fin qui accumulato nelle rinnovabili" su cui occorre investire "per la nostra economia e per i nostri figli". Lo stesso ministro ha indicato la catastrofe di Fukushima come l'evento che ha cambiato le strategie energetiche del governo, perché ha mostrato a quali sono i rischi cui si va incontro puntando sull'atomo: "Il governo non vuole più autorizzare la costruzione di nuove centrali almeno per 50 anni. Senza l'incidente nucleare giapponese  - ha dichiarato Leuthard - avremmo autorizzato almeno uno dei tre progetti per la sostituzione delle centrali esistenti". La decisione del governo non è però definitiva e, se in futuro la situazione dovesse cambiare, i politici avranno la possibilità di modificare l'orientamento energetico. Proprio per questo,  la Svizzera non pone il veto sulle ricerche sull'atomo, una decisione che si attira la reazione polemica della sinistra che parla di clausola che "porta solo confusione invece di lanciare un segnale chiaro all'economia per fare in modo che gli investitori finanzino convintamente l'energie rinnovabili".