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Nucleare, in Germania centrale trasformata in parco giochi

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In Germania in una vecchia centrale nucleare è stato costruito un grande parco giochiTrasformare una centrale nucleare in un grande parco giochi: quello che potrebbe essere il sogno di tutti gli ambientalisti è diventato realtà grazie a Hennie Van Der Most, un imprenditore olandese che ha utilizzato il reattore nucleare che sorgeva vicino Kalkar, nella Germania nord-occidentale per mettere in piedi Wunderland, un parco giochi, grande come ottanta campi di calcio, che ogni anno attira centinaia di migliaia di visitatori.

La riconversione della centrale nucleare in un parco di divertimento potrebbe anche essere utilizzata come protagonista di un'operazione di sensibilizzazione alle tematiche ambientaliste, ma di certo è stato un affare per l'imprenditore olandese che ha acquistato la struttura nel 1995 per circa due milioni e mezzo di euro. La centrale era stata costruita nel 1972, progettata come il primo reattore autofertilizzante in Germania, il più avanzato del suo genere nel mondo, ma fu abbandonata in seguito alle polemiche nate dopo la tragedia di Chernobyl nel 1986. Dopo l'acquisto il reattore è stato completamente trasformato: su di lui sono stati dipinti montagne e cieli blu e la torre di raffreddamento è diventata una parete per le arrampicate libere. Nel parco giochi, che ogni anno conta circa 600mila visitatori, sono presenti oltre 40 attrazioni più un museo, un ristorante e  un hotel che può ospitare circa 400 persone, una sala congressi e in totale offre occupazione a più di 500 persone.

La nuova vita della centrale nucleare, come era lecito attendersi, ha attirato l'attenzione di tutto il mondo e, visto che la Germania dopo il disastro accaduto la scorsa primavera in Giappone ha messo al bando l'atomo (tutte le centrali dovranno chiudere entro il 2022), c'è già chi vede sorgere al posto dei reattori tedeschi, nuovi parchi giochi stile Wunderland o anche acquari o ancora un parco scientifico, come suggerisce in una dichiarazione rilasciata all'Adnkronos il professor Ugo Volli, docente di semiotica del Testo all'Università di Torino.