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New Economy ed energia, la sfida dell'Hipeac

Category:
Efficienza energetica

I sistemi economici, chi più chi meno, sono oggi impegnato in un difficile processo di riconversione che, in verità, è doppio. Da un lato si sta cercando di sostiture il fossile con le fonti rinnovabili, tanto è stato fatto ma solo in piccole o poche realtà la sostituzione totale è già avvenuta. Dall'altro, si sta cercando di portare a compimento l'ideale della società di informazione, in cui l'informazione sostituisce (nel suo ruolo di centralità) il prodotto. Per farlo è necessario che vi sia efficenze massima e progresso continui per quanto riguarda le tecnologie della comunicazione.

Energia e New Economy vanno in verità di pari passo. Lo step successivo, stando ai teorici della New Economy, è quello di rendere i sistemi di telecomunicazione e di comunicazione digitale meno inquinanti possibili. Insomma, si sta cercando un modo per consumare meno energia elettrica.

A tale scopo è stato istituito l'Hipeac, un centro di ricerca, che riunisce al suo cospetto vari gruppo di ricercatori e vari istituti e progetti, con il compito di individuare soluzioni in questo senso. L'idea è della Commissione Europea. L'Hipeac, che è in verità una rete di ricercatori e sta per (High Performance and Embedded Architecture and Compilation) riunisce 13 tra istituti e Università. L'Italia è rappresentata dal dipartimento di ricerca della STmicroelectronics srl.
Il coordinatore del progetto, Koen De Bosschere, professore all'Università di Gandi (in Belgio) ha così spiegato il senso di HiPEAC: "Il mondo informatico attualmente deve affrontare delle limitazioni tecnologiche in quasi tutte le aree. Non possiamo più semplicemente aumentare la velocità fisica o ignorare l’energia prodotta dai sistemi informatici. Le limitazioni tecnologiche stanno impedendo gli aumenti delle prestazioni apparentemente semplici del passato".