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Mozzarelle blu: identificare i batteri ora è più facile

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Di certo ricorderete il fenomeno delle "mozzarelle blu", che si è verificato in italia e in Europa mesi fa, dovuto alla contaminazione del batterio Pseudomonas fluorescens; lo sconcertante evento fece sollevare la diffidenza dei consumatori a giusta ragione, non è piacevole trovarsi nel piatto una mozzarella bluastra e maleodorante. Ora è stata resa nota la notizia che alcuni ricercatori del dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione: il Bca dell’università di Padova hanno messo a punto un nuovo metodo molecolare con il quale sono riusciti ad identificare il ceppo batterico preciso, dello stesso tipo ne esistono altri.



 Barbara Cardazzo ricercatrice, ha spiegato nel dettaglio la scoperta: “I risultati di questo studio danno un significativo contributo alla comprensione delle reali cause del fenomeno delle 'mozzarella blu'e allo stesso tempo forniscono agli operatori del settore e all’autorità competente uno strumento rapido e affidabile per la tracciabilità e l’identificazione dei ceppi batterici causa della colorazione blu con ricadute altrettanto importanti per comprendere la loro provenienza e stabilire adeguate misure di controllo"   Andrea Zanoni euro-deputato, ha invece dichiarato in merito alla sicurezza alimentare dei prodotti europei: "Ho ritenuto opportuno informare i servizi di protezione alimentare della Commissione europea di questo importante studio anche per sapere come l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, sta affrontando il fenomeno nel resto d'Europa. Inoltre mi sembra importante fare chiarezza sugli effetti e sull'utilizzo in Europa dell'antiparassitario che, secondo lo studio, sarebbe correlato al ceppo batterico responsabile della colorazione”. Il  nuovo metodo sarà reso noto a tutti i laboratori di analisi interessati, per questo i ricercatori hanno creato un database on-line dove accedere a  tutte le informazioni e dove verranno depositati i nuovi dati che verranno in luce, e che riguardano i ceppi batterici; la ricerca sarà anche pubblicata a breve sulla rivista scientifica Food Microbiology; pare che il batterio contaminante delle mozzarelle sarebbe proprio un antiparassitario che viene utilizzato in agricoltura, specialmente in Canada e America; ora si attende di sapere  quali iniziative verranno intraprese in merito all’uso del prodoto citato.