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Lotta contro Green Hill, gli animalisti non mollano

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green hill, liberati 70 cuccioli

Ci sono cani indispensabili, che offrono un aiuto fondamentale, pensiamo ai cani che accompagnano le persone non vedenti o i cani da salvataggio o ancora quelli che, grazie al loro fiuto impeccabile, riescono a sgominare narcotrafficanti...

Il legame profondo che si è creato lungo i secoli tra l'uomo e il cane è un legame viscerale, di reciproco rispetto, e un' unione che va protetta e salvaguardata. Proprio con questo spirito gli animalisti hanno preso d'assalto il mostruoso allevamento Green Hill, dove vengono utilizzati cani e gatti per la vivisezione.

Gli attiviati hanno fatto irruzione negli edifici, liberando 70 cuccioli di cane beagle, che non avrebbero mai visto la luce se non fosse stato per l'intervento dei dodici animalisti che sono poi stati arrestati, ma già rilasciati dalle autorità, con l'accusa di aver fatto irruzione in una proprietà privata, di furto pluriaggravato e di danneggiamento dei terreni e della struttura.

Di certo quello commesso dagli animalisti rappresenta un reato, d'altro canto la giusta causa che ha animato il loro comportamento se non giustifica un'azione " violenta " quantomeno attenua la gravità del gesto.


Ricordiamo che le condizioni in cui venivano tenuti i cuccioli di beagle erano, e sono tutt'ora, pessime e al limite della sopravvivenza. Inoltre va ricordato che tutte le altre manifestazioni sono state assolutamente pacifiche.

A far sentire la sua voce è stata anche Michela Vittoria Brambilla, ex ministro del turismo, che da sempre è una sostenitrice dei movimenti animalisti. L'ex ministro è andata in carcere a far visita ai dodici animalisti arrestati, sottolineando che per quanto la situazione del canile di Green Hill fosse oramai esasperante per tutta la comunità, gesti così estremi andrebbero evitati poiché la violenza non può far altro che portare altra violenza.

Sembra proprio che le cose stiano finalmente andando per il verso giusto per i poveri cuccioli tenuti prigionieri a Green Hill, infatti, gli animalisti, presentando 17.000 firme, hanno dato il via ad una proposta di legge per far chiudere per sempre lo stabilimento. Sia l'ex ministro Brambilla sia Roberto Formigoni si stanno mobilitando per far si che la proposta di legge sia pronta a breve, le parole del presidente Formigoni sono chiare e decise: “Ritengo che l’attività svolta dalla Green Hill offenda il sentimento dei milioni di italiani che amano gli animali e vogliono vederli rispettati in questi anni si è diffusa una nuova coscienza di tutela del benessere degli animali che non può in alcun modo prevedere che nella nostra Lombardia abbia sede l’unico allevamento italiano di cani beagle destinati alla vivisezione.”

Gli animalisti chiedono prima di tutto di fare chiarezza su alcuni " lati oscuri " dello stabilimento, come quello che vede molti dei cani tenuti sotto chiave sprovvisti del microchip obbligatorio. Intanto al sindaco del paese sono state spedite delle pallottole, che si pensa rappresentino un messaggio da parte dell'Enpa ( ente protezione animali ), che però si dichiara estraneo ai fatti.

Non ci resta che attendere i futuri riscontri e sperare che il nostro paese non diventi teatro di simili atrocità.