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Legambiente fotografa l'Italia del 2013

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Legambiente ha di recente pubblicato i risultati di un'indagine condotta su tutto il territorio nazionale durante la quale è stata misurata la capacità dell'Italia di rispondere alle domande di civiltà tipiche di un paese moderno. Occupazione, ambiente, alfabetizzazione digitale, istruzione e altro ancora. Quello che ne esce è una fotografia abbastanza impietosa della Penisola.

La nota più dolente, come era lecito aspettarsi, viene dal mondo del lavoro. Con l'11% di disoccupazione totale e il 38% tra i giovani l'Italia vanta una delle situazioni più critiche d'Europa. Non va bene nemmeno sul fronte "digitale". Internet non ha preso piede come avrebbe dovuto, a tal punto che il 30% degli adulti è fuori dal web. Nemmeno l'istruzione va di moda in Italia, dato dimostrato dalla percentuale di giovani laureati, tra le più basse dei paesi Ocse (20%).

E l'ambiente? Qui si piange con un occhio solo. E' vero, infatti, che le automobile sono tantissime (ce ne sono 600 per 1000 abitanti) ma è anche vero che nel 2012 il numero delle biciclette acquistate ha superato il numero di immatricolazioni di nuove vetture. Le rinnovabili pesano per il 28% sul totale di energia prodotta, con un balzo del +100% rispetto a dieci anni fa. Di contro, però, in un anno sono 33mila le violazioni delle leggi sull'energia. Inoltre, non teniamo il passo sul fronte della riduzione delle emissioni. La presenza di polveri sottili è calata negli ultimi cinque anni del 17%, mentre in Europa è calata del 28%.

Vittorio Cogliati Dezza ha dichiarato: "Oggi c'è una sola ricetta per uscire dalla crisi, ed è quella di una green economy che incrocia le domande e i problemi dei territori, che risponde ai ritardi del paese e alle paure del futuro rimettendo al centro la bellezza italiana e l'innovazione tecnologica".